Vocazione Carmelitana

Meditazioni sulla vocazione carmelitana

Discernimento

Discernimento vocazionale «La mia anima ha sete del Signore e con le lacrime io lo cerco. Signore, se Tu non mi avessi attirato con il Tuo amore, allora non ti avrei cercato come Ti cerco.

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La chiamata di Gesù

la chiamata di Gesù Ognuno di noi può sperimentare la chiamata di Gesù: non c’è nulla di straordinario in questo! Dio ama ciascuno e lo chiama in modo inconfondibile e irripetibile! la vocazione prima ancora

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Discernimento Vocazionale

… Come una città alta e fortificata “L’anima virtuosa ma sola e senza maestro, è come il carbone acceso ma isolato, che invece di accendersi si raffredderà” ( S Giovanni della Croce , Parole di

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Il Carmelo è qui

Il Carmelo è qui Inseguendo con gli occhi del cuore i fotogrammi di 800 anni di storia, scorgiamo con stupore e gratitudine un fascio luminso che nel solco del grande profeta Elia, partendo dal monte

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clausura: un affare straordinario

Un affare straordinario Come quell’affare straordinario, carpito dai due del vangelo (cf Mt 13, 44-46): il contadino che lavorando nel campo ha la grande fortuna di scoprire, sepolto sotto la terra, un tesoro straordinario e

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Gesù e il suo amore

Se qualcuno vuol venire … Molte sono le vie attraverso cui si giunge al Carmelo, in momenti differenti, con età differenti… nonostante ciò, per ciascuna di noi, essere monaca carmelitana significa aver deciso di avere,

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Ascolto

Vivere di ascolto Ci hai chiesto di parlarti un po’ della nostra vocazione monastica carmelitana … E oggi, eccoci ancora qua a condividere qualche brano della nostra vita; a fermare la tua attenzione su qualche

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l’azione liturgica

L’azione liturgica… Nella conversazione precedente dicevamo che nella vita monastica ci sono alcuni elementi insostituibili per la crescita spirituale della persona, tra questi : la liturgia. Cominciamo col dire che l’azione liturgica è fonte prima

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cammino

…Ancora sul cammino vocazionale Abbiamo già avuto modo di dire che la vocazione monastica carmelitana nasce come forte desiderio di offrire la vita al Signore, nel silenzio, nella solitudine e senza diaframmi di interessi mondani,

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Croce

Imparare la Croce La condivisone odierna tocca un punto nevralgico della vita monastica carmelitana: la Croce. È una riflessione che vogliamo proporre in forma esperienziale evidenziando pertanto in primis, le ripetute incoerenze che riconosciamo in

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la sequela

La sequela nella vita monastica… Verso la puritas cordis La nostra condivisione sulla vocazione monastica carmelitana continua. Questa volta puntiamo i riflettori su alcune implicanze pratiche della sequela Christi. Ascoltando, le “storie vocazionali” di diverse

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6. Chiamate al Carmelo

Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. La Chiesa come sposa di Cristo e del suo corpo mistico risponde a quest’amore consegnandosi totalmente a Dio. Questo mistero dell’unione intima della Chiesa con Cristo, come suo Sposo, si realizza nella vocazione della monaca carmelitana di clausura. La nostra vita è un intenso desiderio di cercare il volto di Dio, come l’unica  “cosa di cui c’è bisogno”. Dedichiamo e consumiamo la nostra esistenza nella comunità contemplativa al servizio della Chiesa e dell’umanità, costantemente esortate alla contemplazione e alla totale appartenenza a Dio, che ci chiama e ci sostiene. Desideriamo essere un memento per tutti della fondamentale vocazione umana di essere uniti a Dio.

Condotte dallo Spirito attraverso gli ardui sentieri del Carmelo, ascoltiamo la Parola di Cristo, che è la Via che ci dà Vita. Sui suoi passi, lo seguiamo fiduciose nell’amore misericordioso di Dio, verso la cima del monte Carmelo, luogo dell’incontro con Dio e do trasformazione in Lui. Nel nostro camminare verso la montagna, Dio ci conduce anche nel deserto, così come vi condusse il profeta Elia. Colà ci trasforma la fiamma viva dell’amore divino, togliendo da noi tutto quel che non è Dio e che oscura la sua grazia. Egli ci guida e fa splendere di nuovo in noi l’immagine del Cristo. In questo modo le nostre menti e i nostri cuori sono trasformati gradualmente dalla luce del Cristo e, attraverso il dialogo con i segni dei tempi, collaboriamo con Dio nella trasformazione delle persone, sì che il suo Regno si stabilisca pienamente nel nostro mondo.

7. Vita in clausura

Lo stile di vita contemplativo, in clausura, è la caratteristica qualificata che segna la differenza tra la vita delle monache e gli altri membri della Famiglia Carmelitana. La vita claustrale può trasformarsi in un modo ristretto e particolarmente rigido di vita o può essere una grande avventura di crescita nella carità, attraverso i mezzi e le opportunità che questa forma di vita offre. Più che una separazione fisica dal mondo, questo stile di vita ci porta alla solitudine del cuore e alla pronta accoglienza della grazia di Dio in ogni momento. In questo modo il monastero acquista il suo senso e amplia le limitazioni del luogo, per abbracciare tutta l’umanità nell’amore. Il cuore della monaca carmelitana si trasforma così in un microcosmo pieno dell’amore di Dio verso il mondo.

Il magistero canonico della Chiesa riconosce e ordina le leggi per salvaguardare il peculiare stile di vita contemplativo delle monache. Le mura del monastero sono un aiuto perché noi monache carmelitane, ci centriamo nella contemplazione con più profondità e intensità, in modo da poter essere condotte alla scoperta della vita divina. Libere da distrazioni, saremo più attente all’amore e alla volontà di Dio, concretizzando questo amore nel servizio agli altri. Questa è la sfida che dobbiamo vivere giorno per giorno perché la nostra disposizione interiore si converta in una testimonianza di fede. Allora, ad un livello più profondo, il nostro atto di fede sarà un atto perfetto di virtù e di offerta.

Sappiamo bene che il significato della clausura non è quello di separarci dal mondo , nel senso che ci disinteressiamo di esso. Al contrario, sperimentiamo che quanto più approfondiamo la nostra relazione con il Cristo, tanto più ci sentiamo spinte ad uscire da noi stesse per metterci al servizio del mondo. In pratica ciò significa che dobbiamo essere preparate per abbracciare le sfide della vita di clausura, non importa quanto ci costi, e abbandonare modi antiquati di vedere le cose. Sviluppiamo così in noi un’integrazione tra la nostra separazione fisica dal mondo e la nostra risposta fiduciosa alle necessità dei nostri contemporanei fuori del monastero. RIVCM