Canti Liturgici

Una raccolta dei canti liturgici
eseguiti dalle monache del Monastero Janua Coeli

L’altare della Croce

Musica Stefania Bono

“L’altare della croce è nutrimento della nostra fame

Sorgente per nostra sete

manto che copre la nostra vergogna

forza nella nostra debolezza

albero di salvezza eterna

L’altare della croce

è nutrimento della nostra fame

sorgente per nostra sete

manto che copre la nostra vergogna

forza nella nostra debolezza

albero di salvezza eterna”

(canto di offertorio)

Cristo a morir tendea

Cristo a morir tendea

 

Lauda cinquecentesca Quaresimale a Cristo crocifisso

(fra Marc'Antonio da san Germano)

“Cristo al morir tendea

ed ai più cari suoi Maria dicea:

“Or se per trarvi al ciel dà l’alma e il core,

lasceretelo voi per altro amore?.

 

“Ben so che fuggirete,

di gran timore al fin vi nascondrete:

Et ei pur come Agnel che ta ce e more

svenerassi per voi, d’immenso ardore”.

 

“Dunque, diletti miei,

s’adura croce in man d’iniqui e rei

dà per salvarvi ‘l sangue l’alma e ‘l core,

lasceretelo voi, per altro amore?”.

 

Madre di Dio

Salve Regina solenne

La Salve Regina nel tono solenne è un vero capolavoro che la tradizione della Chiesa ha conservato e mantenuto vivo, del ricco repertorio  di canti mariani gregoriani.

Il saluto alla Vergine riconosciuta come madre dolcissima di misericordia e fonte della speranza è rafforzato nei primi due versetti dal salve che introduce e chiude.

Maria è vita alla quale ricorre l’uomo sospirante tra il lamento e il pianto a cui chiede di mostrare Gesù dopo questo esilio.

approfondimenti sulla Salve Regina  Ermanno Contratto

Salve, Regina, Mater misericordiae;
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad Te clamamus, exules filii Hevae.
Ad Te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eja ergo, advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
Et Jesum, benedictum fructum ventris Tui,
nobis, post hoc exilium, ostende.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
Salve, o Regina, madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, esuli figli di Eva.
A Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del Tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. 
la chiamata

Gesù

Il tuo Nome: Gesù

Musica Sefania Bono

Quella parola risuonava in me all’infinito. un’eco straordinaria di estrema semplicità.

Essenziale e limpida, di rara trasparenza, mi raggiungeva, e sapevo appena cosa significasse “Dio salva”. Non conoscevo una preghiera del Nome e non immaginavo che potesse esisterne una. Ritenevo che la ripetizione di una stessa parola potesse avere un effetto tipo “mantra”, che fosse quasi un condizionamento…una parola influente perché ripetuta e ben “fissata”, nulla di più..
Ma appena bisbigliata tre volte, questa parola, questo Nome mi è venuto incontro come una Presenza, quella che porta in sé. Questa parola è il Suo Nome: Gesù. Era solo tre volte che lo ripetevo e a me sembrava lo dicessi all’infinito…Momenti senza tempo, fuori dal tempo, attimi inabissati nel profumo che si spande di un nome appena scoperto, il Suo Nome, in uno spazio senza picchetti, senza misure. Questo Nome si apriva e dilatava svelandosi e creando attesa e incanto e desiderio rinnovato di riviverlo ancora sulle labbra perché il Suo Nome è Lui stesso.
Fuoco e Luce, Profumo e Vento, ne avvertivo la vastità e l’altezza, la profondità assoluta e l’intensità e ogni volta che lo pronunciavo era l’unica, la sola. ” Gesù è il Cristo”. Porto in me questa realtà che mi supera continuamente, segnandomi.
Più tardi lessi che la grande Teresa ogni volta che pensava al monastero che da lì a breve sarebbe nato amava figurarsi la Presenza di Gesù come quella di Colui che cammina in mezzo a noi in una “dimora dove Dio si diletta, quasi un angoletto di Dio e paradiso delle sue delizie”. Iniziai a pensare che il Suo nome, Gesù, era questa dimora e presenza, dimora dove sostare, presenza da vivere.

Salve Santa Madre

1 Gennaio Maria SS. Madre di Dio

Antifona d’Ingresso:

“Salve Santa Madre, 

tu hai dato alla luce il re

che governa il cielo e la terra

per i secoli in eterno!”

 

musica di Stefania Bono

Nel passato, il 1 gennaio si festeggiava la “circoncisione del Signore”. La Chiesa oggi celebra la solennità di Maria Madre di Dio. Questa festa mariana è la più antica in occidente.

Salve Santa Madre è un’antifona d’ ingresso che, partendo dallo studio dell’antico introitus “Salve Santa Parens“, modula il tema gregoriano riproponendo evocazioni efficaci della sobrietà monodica orante arricchite dalla competenza tecnica e professionale del compositore.