Canti Liturgici

Una raccolta dei canti liturgici
eseguiti dalle monache del Monastero Janua Coeli

dalla Novena dell’Immacolata Concezione

Per poter volgere lo sguardo insieme verso Maria in questi giorni di preparazione alla Solennità dell’8 Dicembre condividiamo  qualche brano della novena dell’Immacolata Concezione.

Questa antifona, Tota Pulchra è cantata secondo la melodia gregoriana

 

questo Tota pulchra invece è composto da Patrick Fee

questo è il testo in italiano e in latino del canto mariano Tota Pulchra

 

Tutta bella sei, Maria,
e il peccato originale non è in te.
Tu gloria di Gerusalemme, tu letizia d’Israele,
tu onore del nostro popolo, tu avvocata dei peccatori.
O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima,
Madre clementissima,
prega per noi, intercedi per noi
presso il Signore Gesù Cristo.

Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.
Tu gloria Ierusalem.
Tu laetitia Israel.
Tu honorificentia populi nostri.
Tu advocata peccatorum.
O Maria, O Maria.
Virgo prudentissima.
Mater clementissima.
Ora pro nobis.
Intercede pro nobis.
Ad Dominum Iesum Christum.

L’altare della Croce

Musica Stefania Bono

“L’altare della croce è nutrimento della nostra fame

Sorgente per nostra sete

manto che copre la nostra vergogna

forza nella nostra debolezza

albero di salvezza eterna

L’altare della croce

è nutrimento della nostra fame

sorgente per nostra sete

manto che copre la nostra vergogna

forza nella nostra debolezza

albero di salvezza eterna”

(canto di offertorio)

Cristo a morir tendea

Cristo a morir tendea

 

Lauda cinquecentesca Quaresimale a Cristo crocifisso

(fra Marc'Antonio da san Germano)

“Cristo al morir tendea

ed ai più cari suoi Maria dicea:

“Or se per trarvi al ciel dà l’alma e il core,

lasceretelo voi per altro amore?.

 

“Ben so che fuggirete,

di gran timore al fin vi nascondrete:

Et ei pur come Agnel che ta ce e more

svenerassi per voi, d’immenso ardore”.

 

“Dunque, diletti miei,

s’adura croce in man d’iniqui e rei

dà per salvarvi ‘l sangue l’alma e ‘l core,

lasceretelo voi, per altro amore?”.

 

I Salmi – la Chiesa canta le lodi di Dio

Dalla Costituzione Apostolica «Divino Afflatu» di san Pio X, papa

La Chiesa che canta le lodi di Dio

I Salmi furono composti per divina ispirazione e si trovano raccolti nelle Sacre Scritture. Risulta che fin dagli inizi della Chiesa sono serviti meravigliosamente a nutrire la pietà dei fedeli. I cristiani mediante i salmi offrivano continuamente a Dio il sacrificio di lode, cioè il frutto delle labbra che rendevano omaggio al suo nome (cfr. ,Eb 13, 15; Os 14, 3). Una parte ragguardevole della stessa sacra Liturgia e del divino Ufficio, secondo l’uso già accolto nella Legge antica, é costituito da Salmi. Da essi nacque quella «voce della Chiesa» di cui parla Basilio, e la salmodia, «figlia di quella innodia», come la chiama il nostro predecessore Urbano ottavo, «che risuona incessantemente davanti al trono di Dio e dell’Agnello». Sono i Salmi soprattutto che, secondo sant’Atanasio, insegnano agli uomini consacrati al culto divino, «in che misura si debba lodare Dio, e con quali parole rendergli decorosamente omaggio». Egregiamente dice a tal proposito Agostino: «Per essere opportunamente lodato dall’uomo, Dio stesso si é lodato; e poiché si é degnato di lodare se stesso, per questo l’uomo ha trovato come lo possa lodare».
Nei Salmi si trova una sorprendente efficacia per suscitare negli animi di tutti il desiderio delle virtù. Benché, infatti, tutta la nostra Scrittura, e antica e nuova, sia divinamente ispirata e utile all’istruzione (cfr. 2 Tm 3, 16), però il libro dei Salmi, secondo sant’Atanasio é, per così dire, il giardino paradisiaco nel quale si possano cogliere i frutti di tutti gli altri testi ispirati. Così il salterio non solo innalza i canti degli altri libri biblici, ma vi unisce anche i suoi, che modula al suono della cetra. Sant’Atanasio aggiunge: «In verità, a me che innalzano canti, i salmi sembrano essere come degli specchi in cui uno contempla se stesso e il suo stato interiore e da ciò si sente animato a recitarli». Sant’Agostino nelle Confessioni esclama: «Quanto ho pianto al sentire gli inni e i canti in tuo onore, vivamente commosso dalla voci della tua Chiesa, che cantava dolcemente! Quelle voci vibravano nelle mie orecchie e la verità calava nel mio cuore e tutto si trasformava in sentimento di amore e mi procurava tanta gioia da farmi sciogliere in lacrime».
Chi non si sentirebbe altamente edificato nel ripetere qualcuno di quei numerosi passi che cantano così liricamente e profondamente l’infinita grandezza di Dio, la sua potenza, la sua eccelsa santità, la sua bontà e misericordia con tutte le altre infinite prerogative divine? Quell’intenso sentimento religioso che li permea é straordinariamente efficace a muovere il cuore alla gratitudine verso i benefici divini, o ad ispirare l’umile supplica in ordine a nuove grazie, o a suscitare salutari propositi di conversione dal peccato. I Salmi accendono l’amore a Cristo perché sono come un quadro che presenta ben delineata l’immagine del Redentore. Giustamente dunque Agostino ne «sentiva in tutti i salmi la voce che esultava e che gemeva, che si allietava nella speranza o che sospirava la meta».

Madre di Dio

Salve Regina solenne

La Salve Regina nel tono solenne è un vero capolavoro che la tradizione della Chiesa ha conservato e mantenuto vivo, del ricco repertorio  di canti mariani gregoriani.

Il saluto alla Vergine riconosciuta come madre dolcissima di misericordia e fonte della speranza è rafforzato nei primi due versetti dal salve che introduce e chiude.

Maria è vita alla quale ricorre l’uomo sospirante tra il lamento e il pianto a cui chiede di mostrare Gesù dopo questo esilio.

approfondimenti sulla Salve Regina  Ermanno Contratto

Salve, Regina, Mater misericordiae;
vita, dulcedo et spes nostra, salve.
Ad Te clamamus, exules filii Hevae.
Ad Te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eja ergo, advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos ad nos converte.
Et Jesum, benedictum fructum ventris Tui,
nobis, post hoc exilium, ostende.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo Maria.
Salve, o Regina, madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, esuli figli di Eva.
A Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del Tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.