Canti Liturgici

Una raccolta dei canti liturgici
eseguiti dalle monache del Monastero Janua Coeli

processione professione

Ave Verum

Ave Verum

« Ave Verum Corpus natum de Maria Virgine
Vere passum, immolatum in cruce pro homine,
Cujus latus perforatum unda fluxit et sanguine,
Esto nobis praegustatum in mortis examine.
O Jesu dulcis, O Jesu pie, O Jesu, fili Mariae,
Miserere mei. Amen. »

traduzione italiano

« Ave, o vero corpo, nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato sulla croce per l’uomo,
dal cui fianco squarciato sgorgarono acqua e sangue:
fa’ che noi possiamo gustarti nella prova suprema della morte.
O Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù figlio di Maria.
Pietà di me. Amen. »

Tra i testi eucaristici più conosciuti, l’Ave Verum Corpus o brevemente Ave Verum è un testo poetico fatto risalire al XIV sec. Un tempo veniva attribuito a Innocenzo IV (1254) Tra i più suggestivi testi eucaristici dovrebbe essere tradotto nel suo inizio non limitatamente alle due parole ma “Ti saluto, in amoroso omaggio mi piego verso di Te, o vero corpo, nato dalla Vergine Maria…” L’atto confidente e adorante verso il Corpo del Signore che si riconosce come Pane di vita termina con la lode Jesu dulcis, Jesu pie o Jesu fili Mariae.

Questo canto che è possibile ascoltare è composto da Edward Elgar ed eseguito, come tutti i brani presenti nel sito dal coro delle Carmelitane di cerreto di Sorano.

Omni die dic Mariae

 

Ogni giorno anima mia 

Omni die dic Mariae è una delle Sequenze gregoriane più conosciute.

Omni die dic Mariae
Mea laudes anima
Eius festa eius gesta
Cole splendidissima
Ogni giorno anima mia
canta le lodi di Maria 
Venera le sue feste e la sua vita così ricca di insegnamento
 
Pulchra tota sine nota
cuiuscumque maculae
Fac me mundum et iucundum
Te laudare sedule
Tutta bella, senza il segno di una pur minima macchia
fa che anch’io possa lodarti puro (mundum, pulito) e perciò lieto (iucundum)
 
Ut sim castus et modestus
dulcis, blandus sobrius
Pius, rectus, circumspectus
simultatis nescius
Fa che sia casto e modesto, dolce, buono, sobrio,pio, leale, scaltro e semplice ad un tempo  
Eruditus et munitus divinis eloquiisTimoratus et ornatus
sacris exercitiis
Ricolmo nella mente della saggezza donata da DioAnche il cuore e l’agire sia pervaso della grazia divina.  
Virgo sancta cerne quanta
Perferamus iugiter 
tentamenta et sustenta nos,
ut stemus fortiter
 Vergine Santa, guarda a quanti pericoli andiamo sempre incontro,sostienici dunque, affinchè stiamo saldi e vigorosi.  
Esto tutrix et adiutrix
christiani populi
Pacem praesta, ne molesta
nos perturbent saecula.
Amen
 Sii l’aiuto e la difesa del popolo cristianoOttienici la pace, perché non ci turbino tempi cattivi  

crocifisso per me

In questo tempo quaresimale risuonano le parole di san Paolo ai Galati ” Non ci sia per me altra gloria che nella Croce di nostro Signore Gesù Cristo.” L’esperienza di Paolo diventa vita per coloro che alla sequela del Maestro prendono la propria croce e percorrono la strada verso Gerusalemme!

Mihi autem absit gloriári, nisi in cruce Dómini nostri Iesu Christi, per quem mihi mundus crucifíxus est, et ego mundo.

Il brano che proponiamo è l’antifona d’ingresso della Messa di san Giovanni della Croce, Carmelitano scalzo. La musica è composta da Stefania Bono. Le parole sono tratte dalla lettera ai Galati (4,16 )

Non ci sia per me altra gloria

che nella croce di nostro Signore Gesù Cristo:

per mezzo suo il mondo è stato crocifisso per me,

e io sono per il mondo.  (Gal 4,16)

Preghiamo

Signore tu hai sorretto Giovanni della Croce lungo la notte oscura della lontananza attraverso l’amore a Gesù povero e crocifisso e la gioiosa rinuncia, donaci  di seguirlo nella scalata della santa montagna che è l’incontro con te e di guardare a Lui e al suo insegnamento per giungere alla contemplazione del tuo volto e vivere per la tua gloria!

crocifisso carmelitane 
 

7sessione-184

Sub tuum presidium confugimus

Tra i tropàrion dedicati alla Madre di Dio, il Sub tuum presidium confugimus è il più antico (III sec.) da esso emerge l’usanza di rivolgersi a Maria come Madre di Dio nel momento del bisogno.

Nel file audio possiamo ascoltare l’antifona mariana tratta dal ricco repertorio del canto gregoriano, nel tempo si è prestata ad essere musicata da grandi artisti. Attualmente questa preghiera la troviamo tra le invocazioni con cui si conclude la liturgia delle Ore della Compieta. Il brano che è possibile ascoltare è il canto dell’antifona mariana che segue le litanie lauretane del coro delle monache carmelitane di Cerreto. Questa melodia gregoriana, nel modo VII, si snoda in una semplice e confidente richiesta di aiuto e in un sereno abbandono.

La bellezza del termine praesidium valica la connotazione del lessico militare e significa esattamente “luogo difeso da presidio” ma nell’accezione più ampia indica il tutelare, proteggere, custodire. Vergine Maria è considerata presidio potente dei cristiani, è la Madre a cui  potersi rivolgere per essere accolti e sostenuti lungo i momenti difficili del cammino, è Lei che intercede per ognuno presso il Figlio. E’ Lei la Vergine Madre santa, “sola pura” , e “benedetta”.Questa antica preghiera allude alla totale Santità di Maria e alla perpetua verginita. Proprio alla Virgo Purissima si rivolge la supplica del fedele che vive nel pericolo e nella prova. Il testo primitivo della preghiera Sub tuum presidium confugimus, ritrovato ad Alessandria d’Egitto, venne probabilmente composto nel periodo delle persecuzioni di Valeriano e Decio. Troviamo questa preghiera già presente nella liturgia copta natalizia del III secolo.

testo originale

Completabile in greco

trasliterazione

Traduzione latina


[…]πὸ[…] εὐσπλ[…]
καταφε[…] Θεοτόκετ[…]
ἱκεσίαςμὴπαρ
ίδῃςἐνπεριστάσει[…]ἀλλἐκκινδύνων[…]ρωσαιἡμᾶς μόνη[…][…]ηεὐλογημένη[…] 

Ὑπὸ τὴν σὴν εὐσπλαγχνίαν,
καταφεύγομεν, Θεοτόκε.
Τὰς ἡμῶν ἱκεσίας,
μὴ παρίδῃς ἐν περιστάσει,
ἀλλ᾽ ἐκ κινδύνων λύτρωσαι ἡμᾶς, μόνηἉγνή,
μόνη εὐλογημένη.
 

Hypò tèn sèn usplanchnían,
Katapheúgomen, Theotóke.
Tàs hemôn ikesías,
mè parídes en peristásei,
All’ek kindýnon lýtrosai hemâs Móne hagné,
móne eulogeméne
  

Sub misericordiam tuam
confugimus, Dei Genetrix.
Nostras deprecationes
ne despicias in cessitatibus, sed a periculis
salva nos,sola sancta
et benedicta.
 

Versione romana

Traduzione italiana

Testo ambrosiano

 


Sub tuum praesidium confugimus,Sancta Dei Genetrix.Nostras deprecationes ne despiciasin necessitatibus,sed a periculis cunctislibera nos semper,Virgo gloriosa et benedicta.

 

Sotto la tua protezione troviamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare
le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

 


Sub tuam misericordiam confugimus
Dei Genitrix
nostram deprecationem
ne inducas
in tentationem
sed de periculo
libera nos
sola casta et benedicta