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Vocazione CarmelitanaStoria di una vocazione - Vocazione Carmelitana
Storia di una vocazione


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Storia di una vocazione

20 Maggio 2016
Posted by: Monache Carmelitane
Posted In: carmelitana
  • Ho potuto constatare personalmente la luce che emana dagli occhi della persona chiamata da Cristo a seguirLo, ad iniziare la scalata del Carmelo

    Si tratta di una luce divina che s’irradia in tutta la sua intensità che ho visto risplendere sul volto della novizia! Superata la fase dell’affannosa

    ricerca di Dio, quel viso ora è illuminato dalla Sua presenza , è diventato il riflesso dell’ Amore. Quell’Amore traspare dallo sguardo

    luminoso, dal sorriso radioso e inonda tutto e tutti! Il Carmelo mi è parso un angolo di Paradiso!!!

    ma ha inondato subito anche il mio cuore

    .

  • lucetta buoncuore
    13 Giugno 2016 at 2:30  - Rispondi

    Siete stirpe di Elia? Dov’é dunque la pianta di ricino, amara come il filele, che gli diede ombra neldeserto? Dov’é il nero corvo, nero come la morte, che gli portava ogni giorno la sua dose di pane sabbioso? Dov’éla sua disperazione, dov’é la sua stanchezza, dove sono le parole con le quali invoca a Dio, coe una liberazione, la morte?
    Siete stirpe di Elia? dove sono i vostri piedi feriti, rinsecchiti, trafitti di spine, dove sono i mille lividi sulle ginocchia che vi siete fatte salendo quel monte di pietre aguzze, l’Horeb?
    Siete stirpe di Elia?
    Vi siete nascoste, esauste, avvolte nel Tallit oramai strappato e sudicio, nel fondo della caverna, ad aspettare tremando, tremando di terrore, quello della vostra debolezza, quello delle vostre ferite, la voce di Dio?
    Siete stirpe di Elia?
    Avete ascoltato con indiffereza lo scatenarsi degli elementi, voi che eravate più secche della sabbia e piantate nel suolo come una antica radice?
    E tremavate, ditemelo, tremavate, quando trascinando il vostro corpo piagato avete coperto il capo per segire quel soffio leggero che non soffiava fuori, ma dentro di voi?
    “Cosa fai Elia?”
    Finalmente dopo decenni di sangue, sacrifici, violenza, e poi, quell’ascesa fra le pietre aguzze e le radici spinose, senza nemmeno un sandalo per salire più in fretta…. quella interminabile traversata in mezzo agli scorpioni, e quella grotta… e siete stirpe di Elia avete temuto, anche solo per un istante, di essere troppo stanco e consunto per rispondere alla voce di Dio?
    Se siete della stirpe di Elia vi siete coperti il capo e avete lasciato esplodere quella voce che vi aveva trascinato tra la morte, la fame, le pietre:
    “Ardo di zelo per l’onore del Dio degli Eserciti”. Il grido del cuore gonfio di fuoco e la bocca arida come un coccio.
    Se siete della stirpe di Elia lo sapete che il monastero non é un virgineo rifugio pieno di buone intenzioni, ma é la salta dell’Horeb prive di sandali e con l’acqua a goccie.

    Forse sono anch’io della stirpe di Elia, anche se non ho mura che mi proteggono dal mondo e non porto soggoli e lunghe vesti, ma i jeans.
    Se confrontiamo la pianta dei nostri piedi, vedremo le stesse ferite.

    Con affetto
    Lucetta

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