carmelitane

Volere una cosa sola

Volere una cosa sola

“La purezza del cuore è volere una cosa sola”  (S. Kierkegaard)… È intravedere un Oltre, sempre più lontano e sempre più in profondità. È andare, incessantemente, verso il luogo del cuore, verso una semplicità, ogni giorno, creata, ricreata e custodita; verso una purezza che cerca, vede e ama Dio in ogni cosa… che riconosce una presenza d’Infinito dentro di sé, nella natura, nel mondo, negli altri, ovunque. È avanzare ogni giorno, con un’attrazione nel cuore, con uno sguardo sempre più terso, ogni volta più limpido, più pulito, più innamorato; uno sguardo, via via, sempre più illuminato dalla Bellezza di Dio cercata, scorta e amata in ogni cosa. È scommettersi nell’armonia di un impegno assiduo e serio nel cercare e custodire il silenzio, curare l’ascolto di sé e di Dio, vivere gioiosamente l’esercizio dinamico, soave e faticoso della fraternità. È vivere la solitudine con il cuore esposto al reale, nella sua nudità… lasciare che la grazia di Dio agisca e percorra con noi l’ordinarietà della vita. È abbandonare la convinzione che, per trovare Dio, bisogna fare salti, scalare volontaristicamente ogni vetta spirituale …. È ritrovarsi a fare un salto in giù, per un paradossale sentiero, dove si sale scendendo. È “vendere” autocompiacimento e acquistare debolezza; vendere il sentirsi indispensabile e comprare inutilità; vendere facili certezze e conquistare una grande povertà. È partecipare, per scelta, della stabilità della croce, forma suprema del suo amore fedele. È tendere, giorno per giorno, al tesoro della gioia di un’esistenza vissuta “in positivo”, afferrata da Lui… di una vita con la luce nel cuore, incapace di sfuggire alla libertà di Dio. Così germoglia una vita al Carmelo, come umile semente, come piccolo granello di senape, se vive nascosta in Dio: Madre Terra feconda di Misericordia che a poco a poco ricrea, restaura, rinnova a Sua immagine. Si purifica come oro al fuoco del crogiuolo e diventa sempre più intenta all’Unico, sempre più, unicamente, tesa a divenire capace di Lui. Così il diventare monaca richiede tempo, mentre il quotidiano, colorato dalle mille sfumature della Provvidenza, continua a collocarci nel cuore della chiesa, nel servizio dell’intercessione per un mondo che, anche se forse in modo inconsapevole, ci guarda e attende dalla nostra vita nascosta (Cf. Col. 3,3) la testimonianza di cuori semplici, puri, nuovi, sgombri e ricolmi che vogliono una cosa sola: vedere e far vedere l’Amore.

1 Comment
  • Laura Chiara
    Pubblicato alle 13:05h, 26 Febbraio Rispondi

    Questo è quello che mi porta all’attesa , al rimanere in silenzio pur continuando a desiderare con l’anima, solo quella sola cosa, tradotto in un noi spirituale, sì poter come ogni sposa seguire il suo sposo ma lo Sposo qui ha solo un nome: Gesù.
    Desidero tanto entrare nel silenzio del Carmelo perché in verità già è Lui il mio Monte Carmelo.
    Voglio è una parola che non fa molto parte della mia vita o del mio vocabolario, ma desidero, sì!
    E cosa si può avere meglio dell’amore accanto a Gesù come sogno serbato nel proprio cuore? Quanto è descritto riguardo al silenzio o alla croce non è nuovo alla mia anima, poiché mi riconosco perfettamente! Sembra di conoscerci già da tanto, è incredibile! sembra come se quelle parole fossero uscite dalla mia penna!

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