vocazione carmelitana

vocazione carmelitana

6. Chiamate al Carmelo

Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. La Chiesa come sposa di Cristo e del suo corpo mistico risponde a quest’amore consegnandosi totalmente a Dio. Questo mistero dell’unione intima della Chiesa con Cristo, come suo Sposo, si realizza nella vocazione della monaca carmelitana di clausura. La nostra vita è un intenso desiderio di cercare il volto di Dio, come l’unica  “cosa di cui c’è bisogno”. Dedichiamo e consumiamo la nostra esistenza nella comunità contemplativa al servizio della Chiesa e dell’umanità, costantemente esortate alla contemplazione e alla totale appartenenza a Dio, che ci chiama e ci sostiene. Desideriamo essere un memento per tutti della fondamentale vocazione umana di essere uniti a Dio.

Condotte dallo Spirito attraverso gli ardui sentieri del Carmelo, ascoltiamo la Parola di Cristo, che è la Via che ci dà Vita. Sui suoi passi, lo seguiamo fiduciose nell’amore misericordioso di Dio, verso la cima del monte Carmelo, luogo dell’incontro con Dio e do trasformazione in Lui. Nel nostro camminare verso la montagna, Dio ci conduce anche nel deserto, così come vi condusse il profeta Elia. Colà ci trasforma la fiamma viva dell’amore divino, togliendo da noi tutto quel che non è Dio e che oscura la sua grazia. Egli ci guida e fa splendere di nuovo in noi l’immagine del Cristo. In questo modo le nostre menti e i nostri cuori sono trasformati gradualmente dalla luce del Cristo e, attraverso il dialogo con i segni dei tempi, collaboriamo con Dio nella trasformazione delle persone, sì che il suo Regno si stabilisca pienamente nel nostro mondo.

7. Vita in clausura

Lo stile di vita contemplativo, in clausura, è la caratteristica qualificata che segna la differenza tra la vita delle monache e gli altri membri della Famiglia Carmelitana. La vita claustrale può trasformarsi in un modo ristretto e particolarmente rigido di vita o può essere una grande avventura di crescita nella carità, attraverso i mezzi e le opportunità che questa forma di vita offre. Più che una separazione fisica dal mondo, questo stile di vita ci porta alla solitudine del cuore e alla pronta accoglienza della grazia di Dio in ogni momento. In questo modo il monastero acquista il suo senso e amplia le limitazioni del luogo, per abbracciare tutta l’umanità nell’amore. Il cuore della monaca carmelitana si trasforma così in un microcosmo pieno dell’amore di Dio verso il mondo.

Il magistero canonico della Chiesa riconosce e ordina le leggi per salvaguardare il peculiare stile di vita contemplativo delle monache. Le mura del monastero sono un aiuto perché noi monache carmelitane, ci centriamo nella contemplazione con più profondità e intensità, in modo da poter essere condotte alla scoperta della vita divina. Libere da distrazioni, saremo più attente all’amore e alla volontà di Dio, concretizzando questo amore nel servizio agli altri. Questa è la sfida che dobbiamo vivere giorno per giorno perché la nostra disposizione interiore si converta in una testimonianza di fede. Allora, ad un livello più profondo, il nostro atto di fede sarà un atto perfetto di virtù e di offerta.

Sappiamo bene che il significato della clausura non è quello di separarci dal mondo , nel senso che ci disinteressiamo di esso. Al contrario, sperimentiamo che quanto più approfondiamo la nostra relazione con il Cristo, tanto più ci sentiamo spinte ad uscire da noi stesse per metterci al servizio del mondo. In pratica ciò significa che dobbiamo essere preparate per abbracciare le sfide della vita di clausura, non importa quanto ci costi, e abbandonare modi antiquati di vedere le cose. Sviluppiamo così in noi un’integrazione tra la nostra separazione fisica dal mondo e la nostra risposta fiduciosa alle necessità dei nostri contemporanei fuori del monastero. RIVCM

3 Commenti
  • Pingback:venite e vedrete-vocazione
    Pubblicato alle 14:28h, 26 Dicembre Rispondi

    […] Vocazione […]

  • Pingback:vocazione a percorrere strade scoscese
    Pubblicato alle 14:29h, 26 Dicembre Rispondi

    […] nel suo cuore, purché riconosca la vocazione ad essere uomo del sentiero, che scopre in se la vocazione a percorrere strade scoscese, poco sicure, non battute, impervie, portatore solo di una grande […]

  • Manuela
    Pubblicato alle 13:23h, 19 Gennaio Rispondi

    Non so chi leggerà questo mio pensiero ma il mio cuore ora mi suggerisce di scrivere. Ho ricevuto via email un link del vostro monastero e così sono andata a vedere un po’. I vostri canti che rendono lode a Dio e i vostri sorrisi hanno fatto brillare la scintilla che nel profondo porto nella mia anima. E’ una grande grazia del Signore che così casualmente tramite una vostra email voleva raggiungermi.
    Grazie infinite!
    La vostra preghiera anche se non ci conosciamo raggiunge tutti e anche me e quella pace e quella gioia interiore che ho deriva proprio da queste preghiere bellissime e continue che rendete al nostro Gesù e alla nostra dolcissima Madre.
    Vi auguro una buona domenica e anche io ora vi porto nel mio cuore.
    Manuela

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