vocazione a percorrere strade scoscese

Fissiamo lo sguardo in alto, perso nel cielo possiamo ancora ammirare la stella che porta a Gesù. A volte ci capita di confrontarci con la presenza del buio nel nostro cielo interiore.  Sono i gli attimi nei quali con difficoltà solleviamo lo sguardo, e reclinata la testa continuiamo a guardare noi stessi. La stella, nella sua luce riflessa rimane là, la sensazione è di averla smarrita. Mentre se la rintracciamo seguendola con la “passione” di chi sa di trovare un tesoro, rischiamo di sovrapporre luce a luce oppure di non comprendere chi indichi realmente. Sono gli attimi in cui con facilità diamo interpretazioni scontate, a buon mercato, abbaccinati dal primo chiarore senza percepire qual’è la vera fonte. Il nostro modo di decifrare la realtà prende il sopravvento, è il modo “scontato” di chi vuole arrivare troppo in fretta alla conclusione, di chi pensa di avere una soluzione per ogni cosa e non rispetta il tempo opportuno. Non possono esserci delle categorie dove rinchiudere il cielo e la terra!. La stella rimane là, in alto nella sua luminosità, ma il tetto sopra di noi non ci consente di ammirarla e di riconoscerla come indicatore di verità. Potrebbe non smarrire mai la stella chi ha il pensiero sgombro e nella libertà riesce a oltrepassare ogni lastrico, riuscirà a percepire questo astro che brilla nel suo cuore, purché riconosca la vocazione ad essere uomo del sentiero, che scopre in se la vocazione a percorrere strade scoscese, poco sicure, non battute, impervie, portatore solo di una grande Gioia! Questa è la vera vocazione che accomuna tutti i credenti in Lui!

Nessun commento

Aggiungi un commento