Viva sarà la mia vita tutta piena di Te ( Confessioni, 10,28 )

Santità: inoltrarsi nella rivoluzione dell’Amore
Quando la fede interpella la vita e si sviluppa come incontro concreto con Cristo, come relazione profonda, rapporto d’amore esistenziale con Lui, cresce il bisogno di cercarlo e trovarlo in ogni frammento di vita, di riconscere nel qui e ora quei tratti che rivelando il divino assumono un volto umano, i segni di un’appartenenza altra, i lineamenti di un volto, quello del Verbo Incarnato nel quale il mio, il tuo, il nostro volto vuole perdersi per ritrovarsi.
Ci si inoltra, allora, nel vangelo per seguirlo sulle strade della Galilea, ascoltare le sue paorle sulla riva del lago, captare l’incrocio del suo sguardo con quello dei primi discepoli, osservarlo nel suo rapporto con i bambini, con gli amici, con le donne, scrutare le sue relazioni con scribi e farisei, con pubblicani e prostitute, con sua madre e ancora, percepire il suo modo di avere paura, di avere coraggio, vederlo piangere o gridare, sferzare con la cordicella i mercanti nel tempio, pregare tutto solo sul monte, rimanere incantati dai suoi gesti di tenerezza o stupiti del suo amore per il profumo di nardo a Betania, …. Ci si inoltra fino ad arrivare lì, al punto in cui all’orizzonte si staglia Gerusalemme e si profila la follia della croce. Ci si inoltra e si arriva al punto in cui Dio sceglie di non assomigliare ai potenti bensì ai deboli del mondo, al punto in cui stare con Lui significa rinnegare se stessi, prendere con Lui la croce, ogni giorno, amarlo più del padre e della madre, sapere che da ora i poi un altro ti cingerà i fianchi…. Ci si inoltra nella vita di ogni giorno alimentando la consapevolezza che il cammino di sequela è fare l’esperienza di un amore chiamato a liberarsi da calcoli e tornaconti, è un vivere altrimenti, è, come direbbe S Teresina, scegliere tutto, è prendere su di sè, come Gesù, il giogo dell’amore, è decidersi per la santità.
Santità: inoltrarsi nella rivoluzione dell’amore inaugurata da Gesù, vivere una esistenza che assomigli alla sua, non compiere imprese straordinarie ma unirsi a Lui, vivere i suoi misteri, fare propri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. essergli conformi, modellare, con la forza dello Spirito Santo, tutta la propria vita sulla sua. “Quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo” (Rm 8,29).
Santità è inoltrarsi nel sentiero di “una gioia contagiosa testimoniata nel quotidiano nell’accettazione degli eventi come strada concreta e ardita per la speranza, è il senso acuto e pratico del bene nell’intima convinzione che esso è più forte del male; è, parafrasando don Bosco ,un pergolato di rose che si percorre cantando e sorridendo, anche se ben muniti di scarponi di difesa contro numerose spine.
Santità è inoltrarsi nel realismo dell’amore umile che non cerca il sigillo dell’eroismo ma si sbilancia sulla capacità d’amore di Dio. E’inoltrarsi con coraggio, sospinto dallo Spirito nel ‘deserto’, intraprendere un pellegrinaggio di cui non sempre si possono conoscere gli itinerari o gli imprevisti, è prima di ogni cosa, vedere in faccia se stessi spezzando idealizzazioni di sé o immagini di noi che ci siamo forgiati. E’ non avere paura delle ferite, della sofferenza che dal cammino di purificazione potrà derivare.
Santità: inoltrarsi nel di più dell’amore, fare esplodere la carità in scintille di piccoli gesti, non eclatanti anche nascosti, invisibili posti nell’orizzonte dell’offerta per portare tutti in Cristo in una fraternitas concreta resa viva e autentica dallo Spirito Santo.
Molte persone dal volto generico, dalla vita ordianria, hanno testimoniato e testimoniano che essere santi non significa percorrere una strada diversa dal cammino dei comuni cristiani, non è avere una spiritualità d’élite, una spiritualità non applicabile a tutti ma è vivere lasciando sprigionare da tutto ciò che si è l’impatto che Dio ha sulla propria vita, è rendere visibili i segni del crescente abbbandono all’azione dello Spirito, è camminare verso la propria verità interiore, crescere in umanità, dilatare gli orizzonti della propria libertà nello spirito, vivere coltivando un cuore oblativo.
“Viva sarà la mia vita tutta piena di Te” (Confessioni, 10,28).

2 Commenti
  • Federicus Joannes Maria ex Bankerij
    Pubblicato alle 20:54h, 30 Settembre Rispondi

    Parafrasando Nietzsche attenendosi tuttavia al concetto di “figlio dell’uomo’ biblico, santità è la condizione di umano, troppo umano, cioè essere uomini fino in fondo, esattamente, mi sembra, ciò che avete spiegato meravigliosamente bene.
    Vi ringrazio molto per le profonde meditazioni che ci regalate ogni giorno. Dio vi benedica sempre.

  • Gianfranco
    Pubblicato alle 22:03h, 30 Settembre Rispondi

    Nel quale il mio,il tuo,il nostro volto vuole perdersi per ritrovarsi.Bello.
    La pace sia con voi.Grazie

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