Vangelo IV Avvento A

Lettura orante del Vangelo della IV domenica di Avvento A  Mt 1, 18-2

“Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto”

Attraversando il dubbio del “non conosco uomo”, la Parola del Padre viene e prende la sua dimora nel corpo di Maria. Con la voce sottile di un sogno, l’Eterno chiede a Giuseppe la fiducia disarmata di valicare i confini della ragionevolezza e del buon senso.

Sì l’Emmanuele, viene a sconvolgere i progetti di questa giovane coppia, destabilizza i suoi sogni e propone una prorompente realtà: venire ad abitare la tenda della storia, farsi uno di noi, indossare la nostra ordinarietà; Lui “il Segno”, chiede di adattarsi alla vita dell’uomo, da uomo, di abbassarsi, con naturalezza, alla nostra umanità, di nascondersi tra le pieghe della storia, del quotidiano, dandoci persino l’arbitrio di non riconoscerlo …

Viene nel <<vergine timore>> di Maria, viene nel travagliato silenzio di Giuseppe, li conduce pian piano verso una risposta totalizzante. Passando per la valle del dubbio, accompagna la loro risposta verso la sorgente di una umanità realizzata, “compiuta”!

“[…]Eccomi sono la serva del Signore … […] Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.”

Così Dio, fa con ogni uomo. Viene nella nostra vita, nei nostri cuori alla ricerca di segni, nel nostro ben pensare …, viene nella carne della nostra umanità ferita, fragile, debilitata da se stessa, attraversa le strade dei nostri ragionamenti limitati e limitanti e ci sorprende, ci folgora ci incanta, ci trasforma con la sua visita.

Viene Bambino e ci chiede di lasciarci portare da Lui, con abbandono confidente, prostrati in un ascolto rivestito di “inerme nudità”, verso l’obbedienza della fede.

Si, L’Emmanuele, il Dio con noi. Era impresso nelle pagine  Torah che il Signore avrebbe dato un segno: “La vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi” è inciso anche nel nostro libro? Può realmente nascere nella storia di ciascuno l’Emmanuele? Restiamo in adorante attesa, tendiamo l’orecchio per cogliere il presente nel frammento di quest’oggi, siamo vicini a Betlemme, il profumo del pane è vicino. 

Ci incamminiamo verso la sua nascita… Tu Emmanuele ti incammini per nascere e chiedi ospitalità, nasci altrove. Che sia capace di spostarmi, di cercare per trovarti, di alzare il cuore dai centri urbani dei miei sistemi e abbassare il volume dei miei pensieri verso il silenzio della notte per ascoltare l’annuncio e percorrere il sentiero della mia storia abbassando lo sguardo sulla greppia della nostra umanità e luminoso incontrare il tuo volto!  

Giuseppe, raccontami cosa hai provato quando al risveglio riaffioravano in te le parole: Giuseppe,  figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa,  perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Ge: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.  Lui l’atteso, la speranza del popolo, viene verso di te come compimento e non più come promessa. Da te ha preso una discendenza, Colui  che è la salvezza di Israele, scegliendo te come datore di un nome. Figlio di Giuseppe secondo la legge: nel tuo nome le sue origini! Raccontami Giuseppe cosa hai provato al risveglio, se ti sei svegliato da quel sogno.

  

 

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