accenni sui Vangeli della Risurrezione del Signore

La prolungata sosta sui vangeli della Risurrezione del Signore, che in questa settimana la liturgia ci ha proposto, ci fa giungere alla Parola che Lui ci rivolge oggi, II domenica di Pasqua, domenica della Divina Misericordia, con il cuore carico di speranza. Possiamo scorgere dai vangeli che il cammino della Risurrezione conosce avvicinamenti, resistenze, pause, gradualità. Pietro, Giovanni, le donne, e oggi Tommaso, attanagliati dalle loro paure, dalle loro idee su di Lui, dai loro tormenti interiori, non riescono immediatamente a vedere oltre il sepolcro vuoto, non sanno andare oltre la ricerca del suo corpo da custodire, onorare, ungere, toccare …. Una ricerca, la loro, molto simile alla nostra, quando attaccati ai segni, ci troviamo incapaci di riconoscerli, più preoccupati di constatare che di “vedere” e “ricordare”. Una ricerca inquinata dal dolore, dalla fatica, dalla paura, dalla delusione. Una ricerca ripiegata sul bisogno di certezze tangibili, di fiducia a pagamento. Una ricerca col cuore rivolto verso noi stessi . Una ricerca a porte chiuse.

Ma è ancora una volta disarmante l’amore con il quale sostieni i nostri tentennamenti … Dovrebbe rammaricarsi per la nostra evidente cocciutaggine e incredulità eppure ritorna ancora, ci chiama per nome, ci chiede di scostarmi dai nostri dubbi, di toccare con mano le sue ferite assumendo la nostra e altrui fragilità, e ci porti la pace nell’intimo, li dove il nostro cuore ha bisogno di pacificarsi, lì dove si mostra ancora irretito dalla perdita, lì dove, da solo, non saprebbe riconoscerlo: “ Mio Signore e mio Dio”!

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