16 Set Una sete
Mi han chiesto di parlare ancora della vocazione monastica nel Carmelo…
Provo a raccontare una esperienza che incontra la vita…
Tutto parte da una sete
Non un’idea, ma un richiamo profondo, un vento che sussurra tra i limiti del cuore
Invita a lasciare la pianura dell’ovvio e chiede di inoltrarsi nella terra dell’Invisibile.
Ti pone davanti a una scelta: vivere sulla soglia, tra terra e Cielo, nel silenzio fecondo di uno stile di vita che diventa eco della Parola.
Ti porta al Carmelo: un Monte interiore, da salire a piedi nudi, con pazienza, con ardore, anche con fatica ma con una fiducia che disarma.
Ti fa conoscere santi e profeti, anime nascoste che bruciano d’amore, nell’ombra, la cui fiamma illumina anche le notti più dense.
Ti ferisce d’amore aprendo le piaghe del tuo cuore, al cuore del mondo.
E una volta immessa in questo amare/amore la ferita non si chiude più, non guarisce – si allarga.
E mentre la ferita d’amore cresce, conduce al cuore stesso di Dio, e la tua anima si scopre amata con un amore che basta.
Ti ritrovi separata dal mondo, non in fuga, anzi coinvolta in un ardente ritorno al centro, dove ogni cosa si raccoglie e si trasfigura… Come un fuoco nascosto sotto la cenere delle ore, un sacrificio offerto nel segreto, un canto che sale lungo i giorni.
È un modo di vivere in disparte non per allontanarsi, ma per essere più vicine — vicine a Dio, vicine all’umanità, nel grembo della preghiera.
Nel Carmelo, non cerchi visoni e neppure visibilità, ma il volto di Dio nell’ombra, il Suo passaggio imperscrutabile tra le pieghe dell’umano.
Lo so viviamo in una società che parla sempre, ma ascolta poco; che mostra tutto, ma si espone raramente; che moltiplica le immagini, ma smarrisce il volto. Eppure, sotto il rumore, sotto le notifiche, sotto i filtri, l’anima ha ancora sete.
Dietro i profili curati, le storie condivise, i selfie sorridenti, spesso si nasconde una fatica esistenziale, una domanda non detta: “Chi sono davvero, al di là di ciò che gli altri vedono?” E più in profondità: “C’è Qualcuno che mi vede davvero, anche quando non mi mostro?”
La sete di Dio è viva anche se spesso camuffata.
Sta nelle domande: “Cosa conta davvero? Chi sono io, senza maschere? Perché sento questo vuoto, anche quando ho tutto?”
Questa è sete.
Non di “contenuti”. Ma di senso.
Non di followers. Ma di una Presenza che non delude.
Non di visibilità. Ma di verità.
Questa è la sete del Dio vivente.
In un mondo che grida per farsi notare, tu cerchi e il silenzio per ascoltare Dio.
In un tempo dove tutto è condiviso, tu cerchi la solitudine, non per isolarsi, ma per custodire l’Invisibile.
Mentre il mondo corre, scorre e consuma, tu cerchi il Carmelo, luogo dove il cuore si ferma, contempla, adora.
Ecco una presenza silenziosa. Ecco una vita donata. Ecco un cuore che arde in segreto.
Ecco una umanità lieta.
Senti anche tu questa sete? Vuoi, anche tu salire il Monte con mani vuote e cuore spalancato, abitare il silenzio come grembo di rivelazione, vivere ogni giorno come un’offerta invisibile ma reale ?
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