Un modo di essere presenti

Siamo oggi sulle rive di una Parola che ci interpella, ci smuove, ci identifica: “La vostra vita è nascosta con Cristo in Dio” ( Col 3,3). 

Cosa significa? Forse che per noi vivere significhi stare chiuse come morte in un sepolcro? Non dice Gesù che i cristiani siamo sale e luce? Non ci invia come testimoni davanti al mondo? 

Ma questa identità cristiana come si concilia con la nostra vocazione monastica, con la dimensione claustrale della nostra chiamata?

Una prima comprensione:

noi siamo “nascoste” non sottratte… al mondo.

Nascoste perché la nostra vita si impianta nel solco di una appartenenza a Lui solo. 

Marginali, apparentemente non utili, chiamate a vivere come eco di una voce lontana, che risuona e si plasma nell’infinito di Dio, eco che va e ritorna come dono ricevuto e dato …eco che trova il suo respiro solo nel silenzio di Colui che amorosamente pronuncia il nostro nome…. 

Separate da tutti ma unite a tutti …chiamate a vivere come fiamma bruciante in un cammino silenzioso, offerta incessante del nostro essere, scintilla che  può vivere e accendere vita  solo grazie al Soffio di Dio che la alimenta.

Un esserci lieto, non visibile…. Sereno e serio… Impegnato, incamminato … Consapevole, perseverante, umile per la lode del Suo Nome e per portare davanti e sotto alla più grande perdizione della storia, la Croce, ogni perdizione del mondo e dell’uomo.

 Così al Carmelo un modo di essere presenti.

E tu?

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