Un legame unificante

Abbiamo iniziato ieri la novena in preparazione alla Madonna del Carmelo.

Se vuoi, ti portiamo tra noi, per fare un tratto di cammino verso il Signore, stando sulle tracce della Madre.

Ti proponiamo oggi un piccolo momento di ascolto interiore, durante il quale potrai incontrarti con te stessa e con Gesù lasciandoti aiutare da Maria.

C’è un versetto della Scrittura, il versetto 34 del capitolo 3 del profeta Baruc dove si legge: “Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia e hanno gioito; egli le ha chiamate e hanno risposto: «Eccoci!»; e hanno brillato di gioia per colui che le ha create.”

Immagino lo scintillio delle stelle mentre il Creatore le convoca alla luce… e immagino “l’eccomi” di Maria quando è convocata all’ascolto di un invito che riscriverà il suo progetto di vita.

Un eccomi quello di Maria che brilla nel suo posto di guardia quando aggiunge: “sono la serva del Signore “. Si riconosce cioè coinvolta in un legame unificante con Dio, appartenente in modo irrevocabile ad una stirpe di umili che fanno di ogni momento della loro vita, anche quello poco chiaro e incomprensibile, un totale riferimento a Dio.

Cosa può dire a me, a te oggi questa scelta di Maria di stare, in modo incondizionato nel progetto di Dio?
In che modo il suo essere serva del Signore può parlare oggi alla mia, alla tua vita?
Con quali categorie umane e spirituali oggi possiamo accogliere e assumere i tratti dell’Eccomi di Maria?

Sono domande aperte alle quali possiamo provare a rispondere se scegliamo come atteggiamento l’ascolto.

Un cuore che ascolta nel profondo, riconosce in sé le voci interiori che gridano bisogni di senso, di pienezza, di amore …. 

Dall’ascolto attento del proprio cuore scaturisce l’esigenza di dare forma nella vita al bisogno che interpella dal di dentro… Nasce l’esigenza cioè di realizzare la risposta a questi bisogni in un progetto che abbia come proiezione: gioia, passione, persistenza…

Ancora l’ascolto attento e serio di noi stessi ci fa scoprire legati a un Tu, ad un Maior che ci trascende, ci supera, ci coinvolge e ci definisce creature, anche noi irrinunciabilmente unite da un legame unificante, ad un Dio che risponde alla nostra sete di senso.

Oggi forse non è usuale né tantomeno significativo per la nostra sensibilità definirsi “serva” tuttavia è possibile intravedere e riconoscere nelle parole di Maria un chiaro atteggiamento di affidamento incondizionato; uno sguardo rivolto e puntato verso…; un ascolto attento e attivo;

una fiducia che solo chi ammette la propria finitudine, sa nutrire.

Ogni giorno in monastero cantiamo un salmo che ci ricorda tutto questo e ci immette in questa esperienza. È il salmo 122 di cui qui ti cito qualche versetto perché  anche tu possa , se vorrai, rivolgerti a Dio con queste parole ma soprattutto, tu possa assaporare, sui passi di Maria,  la forza di questo  legame unificante.

A te levo i miei occhi,
a te che abiti nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni;
come gli occhi della schiava,
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi sono rivolti al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.

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