Trascinami con te…corriamo

Trascinami con te… corriamo (Ct 1,4)

In questo mese appena iniziato, una data segna un evento importante per la nostra comunità. È il 19 maggio: anniversario dell’Apparizione della Madonna a Veronica Nucci -come abbiamo già in precedenza ricordato- ma anche giorno di arrivo delle nostre prime sorelle in questo luogo e nascita di questa comunità carmelitana. Una ricorrenza sentita da tutta la comunità ma che interpella, in particolar modo, noi, nuove presenze (ormai molte di più rispetto agli anni della fondazione) che iniziamo la nostra avventura di vita monastica alla scuola e dentro la fucina di una comunità cha ha un suo cammino, un peculiare progetto spirituale, una sua storia lunga 24 anni tutta da consegnare e continuare. Non è un tempo lunghissimo ma sufficiente per permettere ad un gruppetto giovani monache di lanciarsi nell’avventura di una vita nello Spirito ben piantata nelle tradizioni del Carmelo ma progettata -con Dio- “a misura di nuovo millennio”. Ogni angolo, ogni pietra, ogni albero parla dell’entusiasmo, dei sacrifici, della fede, della compattezza di questo piccolo nucleo iniziale. E lo stile di vita qui delineato, mentre conserva i tratti del rigore e dell’essenzialità, tipici del Carmelo, esalta la bellezza e il fascino di una vita comunitaria ricamata trama dopo trama, tra fatiche e lacrime, gioie e speranze, cadute e riprese sul tessuto di un’amicizia e una fraternità intagliata sul Vangelo. Per noi, “carmelitane dell’ultim’ora” è, perciò, necessario e doveroso, oltre che bello, fare memoria, abbeverarsi a queste “sorgenti umane” e con umiltà addentrarci nella loro storia per tanti fronti normale e persino ordinaria, per far scaturire da essa la fonte nascosta di una vita vissuta con una forte tensione spirituale. Sorelle “più avanti”, alcune negli anni, ma soprattutto nell’esperienza di vita monastica vissuta nell’incanto ma anche nella crudezza di questa landa di terra solitaria, ci contagiano e affidano il tesoro della vita che custodiscono in cuore, la sapienza maturata in un paziente ascolto della parola di Dio e della propria umanità, nel silenzio, nella ricerca, nel desiderio del Suo Volto, una sapienza scolpita e rimodellata dal tempo, da tanti incontri, da tanti avvenimenti e dalle stesse incoerenze, dagli stessi smarrimenti possibili nel cammino di crescita umana e spirituale. Noi ascoltiamo ogni loro respiro, scrutiamo i loro passi, le loro movenze, il loro modo di pregare, di ascoltare, di parlare… Il loro “stare” nelle situazioni, la loro modalità di fare discernimento sugli eventi. Ci soffermiamo ad osservare i loro silenzi, lo stile del loro lavoro, la loro cordialità nell’accoglienza e al tempo stesso, la capacità di distacco, la loro fiducia operosa nella Provvidenza, la loro certezza di una Presenza. La loro vita, nei più piccoli dettagli, parla di un’incessante e desiderata “resa” all’Assoluto con tutto lo smacco e nonostante lo smacco delle proprie povertà, fragilità, miserie e degli stessi peccati. La loro è una vita che coinvolge la vita perché radicata in un’esperienza concreta, fatta di luci e ombre. Un’esperienza che spinge noi che ascoltiamo, osserviamo, impariamo e seguiamo, a metterci in gioco verso la maturazione e assimilazione di uno stile di vita che “viene da Dio e va a Dio”. Auspichiamo allora un passaggio dalla vita alla vita perché la loro carica di umanità e la loro tensione spirituale diventino per noi memoria, diventino “la nostra storia” ma soprattutto disegnino la fisionomia di vita nello Spirito della comunità di oggi e di domani. Un testo del profeta Michea ci aiuta ad addentrarci nella riflessione: «Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio» (Mi 6,8). Questa Parola dà un volto preciso al cammino monastico qui intrapreso, ci aiuta a riconoscere e accogliere le tappe e i passaggi, a volte faticosi e dolorosi, che esso ha comportato e può comportare ancora e ci incita a procedere con pazienza e umiltà per diventare libere nello Spirito e capaci di condividere il cammino sotto il Suo sguardo e nella docilità alla Sua Parola. Camminare umilmente con Dio…. Tutto parte dalla progressiva presa di coscienza del proprio nulla, sostenuta e accompagnata dall’umiltà di domandare continuamente a Dio la luce dello Spirito per comprendere quali passi compiere, per vivere sotto lo sguardo di Dio. Alla ricerca del Tesoro nascosto nel cuore, la strada si compie procedendo, passo dopo passo, verso la propria interiorità, in profondità, verso il cuore da purificare, da rinnovare, da convertire. «Da’ il sangue e ricevi lo Spirito» ci ricorda l’abba Longino. Una lotta verso l’unificazione, verso la trasformazione, verso la maturazione in noi degli stessi sentimenti di Cristo. La vita qui vissuta testimonia che non si tratta di compiere gesti eroici ma di fare ogni cosa in pienezza e davanti a Dio. Allora, spazzare un corridoio è pregare, cucinare è pregare, lavorare la cera è pregare, scrivere icone è pregare…. accudire una sorella ammalata è pregare, zappare l’orto è pregare, ridere e scherzare insieme è pregare…. La tensione spirituale consiste nel riporre continuamente e pazientemente ogni cosa dentro lo stesso ritmo, tutto dentro lo stesso circuito, dentro lo stesso Spirito che prega in noi, che trasforma tutto in preghiera, che rende aperte alla Presenza di Dio e consegna il suo sguardo al nostro sguardo per vedere in Lui e come Lui ogni cosa…. La tensione spirituale sta nel sintonizzarsi incessantemente con i passi che lo Spirito ci chiede di compiere. A volte cadiamo, altre regrediamo ma il percorso ha una direzione tracciata che va dall’uscita da sé, fuori dalla presunzione di fare noi il modellino della casa di Dio in noi, al silenzio di pensieri e giudizi che affollano la mente e sporcano il cuore, verso la pace che non risparmia la fatica, che non elude la lotta, le scosse, la sofferenza ma insegna ad attendere la fedeltà di Dio.
È un cammino dentro la Bellezza che porta con sé, oggi come ieri, il fascino e la novità di una fonte sempre fresca e zampillante. È la vita stessa di Dio donata alle nostre piccole vite e umilmente da noi, con amore a Lui restituita. Bellezza che con le sorelle di ieri e di oggi ci fa gridare: Trascinami con te… corriamo (Ct 1,4)

1 Comment
  • Paola Vecchio
    Pubblicato alle 14:41h, 09 Maggio Rispondi

    buongiorno, il commento in realtà è un ringraziamento pe aver scelto di lasciare aperta (attraverso facebook) questa “finestra” sul mondo in cui noi viviamo, per potervi “vedere ed ascoltare”. Vi ho conosciuto attraverso una amica, che ho incontrato nel mio cammino di fede, Marialuigia Magnaghi.
    Non è facile mantenere “la tensione spirituale sintonizzandoci incessantemente con i passi che lo Spirito ci chiede di compiere” per una madre, moglie, figlia, sorella, come me, che desidera seguirLo, vivendo in questo mondo. Le fatiche e le sofferenze sono tante. Solo quando gli impegni della giornata mi consentono di trattenermi a pregare, con calma e in silenzio, davanti al tabernacolo della chiesa vicino a casa,” sostenuta e accompagnata dall’umiltà di domandare continuamente a Dio la luce dello Spirito per comprendere quali passi compiere, per vivere sotto lo sguardo di Dio.”, oltre ad “alimentarmi” con la sua Parola della liturgia quotidiana, riesco, talvolta, a sentirmi ricolmata interiormente della sua Bellezza e uscendo dalla chiesa, tornando “al mondo”, anch’io grido interiormente “Trascinami con Te…corriamo”.
    Ancora grazie e una preghiera: lasciate sempre aperta questa vostra “finestra”, non immaginate quanto ne abbiamo bisogno noi, qui, nel mondo!

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