24 Dicembre

Sulla soglia dello Stupore

Nella penombra del chiostro, dove il tempo si fa attesa e il silenzio si fa ascolto, ci inchiniamo dinanzi all’Economia del Mistero.

Il Verbo, che nel principio era presso il Padre, si spoglia della sua gloria per rivestirsi della nostra polvere. È la Kenosis suprema: l’Altissimo che scende nei bassifondi dell’umano, non con il fragore del tuono, ma nella discrezione di una carne che trema al freddo.

O Sacra Notte, in cui l’Infinito si restringe nello spazio di una mangiatoia e l’Eterno si sottomette al succedersi delle ore. Qui, la preghiera non cerca parole, ma si fa puro sguardo, contemplazione di quell’Unico che è Tutto, eppure si fa Nulla per amore nostro.

In questo ufficio di lode, la nostra anima si faccia cella silenziosa e nuda. Come Maria, custode del Silenzio, e Giuseppe, ombra del Padre, impariamo l’arte del restare: fermi sulla soglia dello stupore, dove la divinità si nasconde nella fragilità e la forza si cela nel vagito.

Che il nostro cuore sia officium perenne, un altare di paglia dove la Parola si fa Carne ancora e ancora, finché ogni nostra tenebra sia assorbita dalla mite luce di Betlemme.

Adoramus Te, Domine, in hoc parvo puero.

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