vocazione

squarci di bellezza

Un luogo in cui dimorare

Un piccolo viale:

soave fragranza di lavanda, danza di farfalle e di api laboriose, un formicaio e un gatto bianco e nero …; un cancello e per terra una scritta: “Silentium” .  

Così si arriva alla porta del Carmelo , qui al Cerreto.

Così inizia la storia di tante giovani che cercano, camminano, si aprono all’esperienza di una sequela radicale nella vita monastica carmelitana.

E il piccolo viale si presenta ai loro occhi subito reale e simbolico.

Nel giardino profumato della Parola, come ape o farfalla sulla lavanda, la carmelitana si muove alla ricerca del suo nettare, nutrimento da trasformare in vita vissuta.

Attenta e vigilante, come felino appostato per acchiappare la preda, la monaca scruta, tra gli istanti, il tocco di Dio e

cammina sui passi del silenzio, della solitudine ma anche di una bella sororità nell’orizzonte di una ricerca mai compiuta del Volto di Dio.

Ha cura del giardino, la carmelitana… Tra la lavanda spuntano le erbacce da estirpare e l’acqua è necessaria per refrigerare la pianta arsa dalla calura estiva… 

Cosi il terreno del cuore, sempre assetato del desiderio di Dio e sempre con tanta zizzania da sradicare.

Varcato il cancello incontrano una casa e un gruppo di donne … normali!

Con loro inizia la storia della condivisione del confronto, della partecipazione.

Con loro apprendono la via del silenzio come possibilità di ascolto di Dio e di incontro autentico dell’altro.

Con loro sperimentano il giogo soave della solitudine roccia sicura nello sbilanciamento dell’amore.

Con loro camminano lungo i giorni, nel ritmo consolidato di preghiera, lavoro, fraternità  e si aprono all’avventura della trasformazione del cuore.

Nel procedere il cuore si dispone all’ascolto e accoglie l’invito:

«Alzati e scendi nella bottega del vasaio…» (Ger 18, 1-12) 

Così si va giù, nel profondo, dove il “Vasaio” modella e rimodella, non senza dolore, l’argilla del cuore; compone e ricompone i cocci rotti e trae sempre dal tesoro del cuore cose antiche e nuove.

Passo dopo passo si impara ad ascoltare, lentamente cambia lo sguardo, le mani diventano ogni giorno più operose nel movimento della reciprocità, del dono, della consolazione.

Nasce la coscienza di un si, il tempo di una risposta sincera e concreta, il momento di una adesione che prende forza dalla propria fragilità…. Il progetto di una appartenenza!

Un piccolo viale inebriante… profumo di lavanda e tanti cerri… 

Un luogo in cui dimorare?

1 Comment
  • M.pia
    Pubblicato alle 14:47h, 13 Agosto Rispondi

    Mi piace come l’autrice ha saputo cogliere ciò che avviene nel cuore delle giovani in cerca di Dio e come lo abbia fatto capire a chi vive questa esperienza nel mondo.

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