silenzio

Scendiamo
Siamo nel cuore del silenzio, muoviamo i nostri passi nel deserto delle voci e una forza di irresistibile attrazione, ci porta verso l’interno, ci inoltra verso il profondo. Ogni giorno, con la Parola, scendiamo nell’intimo, incontriamo la verità di noi stesse, lontane dalle opinioni e dai giudizi altrui, distanti da attese o desideri altri… “La porta per entrare in questo castello è l’orazione e la meditazione. Non chiamo infatti orazione quella di colui che non considera con chi parla, chi è che parla, cosa domanda e a chi domanda, benchè muova molto le labbra”. (Santa Teresa D’Avila). Scendiamo al cuore di una relazione che può restituirci la nostra immagine originaria, quella che Dio ci ha impresso nel giorno del Battesimo quando ha detto: “Questa è la mia figlia prediletta”… Scendiamo: qua noi siamo a casa con noi stesse…qua abita Dio, qua possiamo far abitare anche gli altri. Lo spazio interiore del silenzio si dilata attraverso i movimenti sobri e attenti del risveglio, la solitudine della cella, il raccoglimento del coro, la forza della meditazione, la silente operosità del lavoro, lo scambio sereno e familiare … In questo silenzio sonoro confluisce la lode, il ringraziamento, l’intercessione, la supplica, l’ascolto. Qui si convogliano pensieri, emozioni, desideri, propositi, passioni… per un’offerta sincera, profonda, totale di sé. Non manca la prova, la lotta, la continua tensione per definirci davanti a Dio e a partire da Dio portando a Lui ogni fragilità, ogni miseria, ogni limite non come ostacolo ma come quella debolezza su cui possa stagliarsi la Sua potenza. Una tensione amorosa! Passaggio di Dio che apre una strada nuova nella vita, che educa all’umiltà e innesta nel Vangelo. La certezza della nostra povertà, espressa talvolta come preghiera, altre volte come bisogno, diventa la guida verso Dio, conduce nello spazio interiore del silenzio dove, però, si consegna disarmata, e si dispone alla trasformazione. Così prega Santa Teresa: “Provaci, tu, Signore che conosci la nostra realtà-verità affinché ci conosciamo” . Scendiamo… lentamente l’iniziativa si sposta nelle mani di Dio e ci si accorge che una forza sgorga nel profondo dell’anima… Si manifesta anche una grande sofferenza perché si prova ora aridità, ora difficoltà di pregare, ora distrazione… ma ciò non ci non impedisce di essere toccate dalla Parola… E può accadere che in un istante si intuisca ciò che non si potrebbe imparare mai con le proprie forze. «Entrai, da te guidato, nell’intimo della mia anima e ci riuscii perché tu ti facesti mio aiuto. Entrai e vidi con l’occhio della mia anima, qualunque esso fosse e sopra di esso, sopra la mia intelligenza, una luce immutabile, non questa luce comune e visibile ad ogni uomo, né una luce del medesimo genere, ma più intensa, quasi che essa da chiara si facesse smagliante ed occupasse tutto con la sua immensità [ … ]. Chi conosce la verità conosce quella luce e chi conosce quella luce conosce l’eternità. È l’amore che fa conoscere. O verità eterna, o vero amore e diletta eternità! Sei tu il mio Dio, a te anelo e di giorno e di notte! » (Sant’Agostino). Scendiamo ancora… e ci troviamo sulla via da “Gerusalemme verso Gerico”… dove la sorella è il primo volto di Dio da amare, esperienza viva del comandamento dell’amore che veramente ci può trasformare.

Chi è innamorato di Dio non pretende né guadagno né premio, ma desidera solo perdere se stesso e ogni cosa per amore di lui, riponendo in ciò il suo vantaggio. (San Giovanni della Croce).

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1 Comment
  • Luca
    Pubblicato alle 07:29h, 05 Ottobre Rispondi

    Buongiorno,e grazie per questo viaggio,questo Dono di voi!

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