Se guardo il cielo

Se guardo il cielo

Santa Teresa d’Avila definì il Carmelo “Un piccolo angolo di cielo, nel quale Gesù trova la sua compiacenza”. Questa laconica citazione in grado di contenere la soavità della gratitudine a Dio per il dono della chiamata alla vita contemplativa e, al tempo stesso, la determinazione per il compito, come carmelitane, di vivere completamente occupate nel ricordo di Dio, immerse nell’essenzialità di un silenzio adorante, protese a cambiare il nostro cuore per renderlo ponte tra Dio e il mondo, si pone come interessante pro-vocazione per una riflessione sul nostro essere vite rivolte al cielo, dal cuore limpido perchè sia esso stesso un frammento di cielo, un piccolo angolo per il cielo, una pro-vocazione sul nostro essere casa Dio e, contemporaneamente, dimorare in Lui. Questo richiamo affasciante, disarmante ma molto impegantivo, suscita al cuore il ricordo delle prime parole del Padre nostro: “Padre nostro che sei nei cieli”, parole/vita in Gesù, performative per noi, espressione di appartenenza e alterità, radici e rami per una vita piantata lungo i corsi d’acqua viva della Sua Parola, roccia salda, stella polare, per un cammino con i piedi ben piantati in terra e i cuori rivolti in alto …. Parole che, mentre pongono la nostra intelligenza di fronte all’oltre di Dio, alla sua trascendenza, alla sua onnipotenza e la nostra volontà innanzi al ” soave giogo” della libertà, coinvolgono i nostri cuori nel paradosso della Sua vicinanza, della Sua stabilità nell’esperienza umana, della Sua prossimità alla marginalità delle nostre vite concrete, del Suo coinvolgimento nella nostra storia di tutti i giorni, del Suo indescrivibile amore per l’opera delle Sue mani (Se uno mi ama, osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Gv 14,23). Ci assediano, allora, familiarità e timore, mistica della stupore ed etica dell’impegno, confidenza e obbedienza. Matura il bisogno di confessare con la vita che Dio, creatore del mondo intero, la cui gloria è cantata dai cieli, pone il Suo Nome sulle nostre labbra e nel nostro cuore, ci dà la dignità di figli, si ricorda, si cura di noi, concentra il suo amore verso di noi, vive in noi. La vita pian piano si immette in un alveo nuovo, sente l’appello a sgomberare il cuore da ogni pseudo potenza, si imbatte nella clamorosa battaglia delle passioni per ripulirlo in ogni suo anfratto, corre il rischio di vendere quanto possiede, per comprare il campo dov’è nascosto il tesoro.
Il cuore ha trovato il Cielo. Ecco tracciato il cammino: essere cielo, di cielo, per il cielo…
Mirabile scambio della nostra salvezza!

1 Comment
  • fiorenza
    Pubblicato alle 10:26h, 31 Ottobre Rispondi

    Grazie Signore per questi luminosi ponti tra cielo e terra. Dopo il perdono scorrono
    dolci fiumi di silenzio e preghiera che lavorano la terra arida del nostro cuore.
    Non so più se ho un sogno oppure una meta da seguire, perché il conoscerTi
    ha spiazzato il mio protagonismo. Vorrei che quelli che amo fossero invasi da Te.
    E nelle mani di Maria ciò sarà inevitabile.
    O Dolce Madre del Carmelo mostrami la mia strada
    ora che hai aperto il mio cuore a Tuo Figlio!

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