schegge di speranza

Schegge di speranza
Apriamo le porte del cenacolo: una solenne Cena si sta celebrando, l’ultima… Ti chiedono: Signore chi è? Spuntano i nostri volti segnati dai graffi dei piccoli e grandi tradimenti inferti all’amore. Appaiono gli sguardi annebbiati dai nostri dubbi, dalle nostre incoerenze, dai nostri perché. Si odono i silenzi imbarazzanti di una fiducia misurata, bloccata, perplessa. È lo scenario dell’amore ancora, rinnegato, ancora tradito. Seguiamo Gesù nel Getsemani. Lo vediamo allontanarsi un po’ dai tre che presto cedono al sonno appesantiti dalla stanchezza ma soprattutto dalla tristezza e dalla difficoltà a comprendere. Solo ad affrontare la lotta… Il sonno degli apostoli ricalca le nostre resistenze, le nostre reticenze, le nostre chiusure, la nostra paura di associarci al suo calice. Tu chiedi: “Chi cercate?” Una domanda che resta sospesa, squarcia il limite del tempo, giunge a noi. A me: “Chi cerchi?” Nella tua notte, nella tua lotta? Amare fino a quando fa male… Amara fino a sudare sangue… Amare fino alla croce … Invochi: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? È il lamento finale di un Redentore apparentemente sconfitto…. Crocifisso. Storia di un “debole” … Mistero di grandezza e di amore infiniti. Ma… i giorni della tristezza, del buio, del dolore hanno un termine…. Brucia il calore che si sprigiona dalla luce della Notte Santa. La notte più luminosa dell’anno, che invoca affronta il buio in te e attorno a te! Brilla la vittoria del Risorto. Ci chiami: Donna chi cerchi? La brevità del tempo nella tomba è il segno indelebile che la Risurrezione ci appartiene, già ora, già dentro la storia, dentro le ferite, impavida e luminosa dentro schegge di speranza che incendiano il cuore e vincono solitudine e non amore.

NON TI NASCONDO LE MIE FERITE
Quando mi sarò unito a Te con tutto il mio essere,
non sentirò più dolore o pena;
la mia sarà vera vita, tutta piena di Te.
Tu sollevi in alto colui che riempi di Te.
Io, invece, che non sono ancora pieno di Te,
sono di peso a me stesso.
Gioie di cui dovrei piangere contrastano in me
con pene di cui dovrei gioire;
non so da che parte stia la vittoria;
false tristezze contrastano in me
con gioie vere,
e non so da che parte stia la vittoria.
Abbi pietà di me, Signore!
Non ti nascondo le mie ferite.
Tu sei il medico, io sono il malato;
Tu sei il Signore, io il povero.
(Sant’ Agostino)

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