campanile del monastero

Io sarò con te

Di fronte a una salita da fare, con la prospettiva di levatacce per evitare il caldo del giorno e di stanchezze varie, può venire la tentazione del dire: Ma chi me lo fa fare? Sto tanto bene qui, tra le mie comodità. Vado, non so quel che trovo.. poi a metà strada mi pento e da solo non posso tornare via… Chissà perché l’uomo di fronte agli orizzonti splendidi del trovare cose nuove si circonda di tutti i fantasmi possibili e immaginabili del pericolo, del rischio, del perdere… tra le mille voci contrastanti un solo mormorio può placare le ansie dell’imprevedibile: è il sussurrare divino, appena percepibile: Io sarò con te. Non temere. Vivi l’avventura della vita senza lasciarti portar via il meglio dall’angoscia di non avere tutto sotto controllo. Affidati: Io sarò con te. Andare presso Dio non è un ansiolitico nel senso di medicina rassicurante in quanto ti dice cosa ti avverrà, come, quando (secondo il nostro desiderio di conoscere il futuro quasi arrivasse già pronto per noi e noi dovessimo solo consumarlo…). L’unica rassicurazione è che non sei solo, e soprattutto che stando con Lui non dovrai più pensare tu a tutto, perché Egli ha cura di te. Essere accuditi, accolti, amati: chi non sogna una persona che colmi questo bisogno abissale di affetto?

Anche i tipi più burberi nascondono un cuore che attende il contatto morbido dell’amore, l’essere avvolti da un abbraccio vitale di comprensione e di vicinanza. Il Signore, l’unico che abita le distese sconfinate dello spirito umano, in ogni dove e in ogni come, Lui è questo bisogno colmato. E quando dentro si avverte questa nenia di amore che libera ed espande le energie più nascoste dell’essere, i passi in salita diventano colpi d’ala. Dice Giovanni della Croce: quando ti trovi immerso in una difficoltà, l’unico modo per uscirne è volare via da quella fanghiglia che ti tiene imprigionato. Ed è vero, perché se resti lì non vedi, e non puoi risolvere, sei travolto da ciò che stai vivendo. Porsi in alto: non è difficile per chi ha al proprio fianco il Dio vivente! con questa buona compagnia i passi sono più leggeri e la vetta sembra meno lontana. È un buon montanaro il nostro Viandante… da quando ha lasciato il cielo per vestire i nostri panni tutte le montagne sono diventate come pianure, perché il lanciarsi del Verbo di Dio in terra, mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso (Sap 18,14), come effetto di forza propulsiva ci ha spinto in alto, alle falde del cielo, sulle cime dei monti, i più alti che uomo possa scalare, i monti della divinità per essere il “di fronte” del Padre.

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