Santità e peccato

“La chiamata, dono gratuito di Dio, non cade in un terreno neutro, ma è rivolta a una persona con la sua storia di santità e peccato. Ciascuna di noi sperimenta la potenza della grazia, che dona forza e vita per realizzare con gioia il progetto di Dio, insieme a un conflitto interiore che influenza il processo di crescita. Come dice san Paolo: Io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio…E quando voglio fare il bene, il male è accanto a Me .Ma anche in questa fragilità, ad ognuna è rivolta la parola assicuratrice del Signore a Paolo : ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza.

La spiritualità carmelitana deve molto a un gran numero di donne che, riconoscendo la necessità della grazia nel proprio cammino personale verso la santità, si sono dedicate, come affermava santa Teresa, a cantare in eterno le misericordie del Signore, riconoscendo la necessità di un cambiamento di cuore aiutato dall’infinita misericordia di Dio, autore della santità.

[…] La formazione è un processo complesso che coinvolge la persona per tutta la vita a ogni livello e la spinge alla conversione, cioè a un radicale riorientamento e a una progressiva trasformazione di se stessa, dei suoi rapporti con gli altri e con Dio.

[…] La ricerca di Gesù, l’essere unita a Lui nell’amore e incarnare i suoi valori nella propria vita, esige che noi monache carmelitane di clausura siamo formate nella preghiera, per ricevere come dono singolare, la sapienza del cuore. ” nessuno creda che gli basti la lettura senza l’unzione, la speculazione senza devozione, laricerca senza la meraviglia, la prudenza senza l’esultanza, L’operosità senza la pietà, la scienza senza la carità, l’intelligenza senza l’umiltà, lo studio senza la grazia divina, lo specchio senza la sapienza ispirata da Dio ”  ( SAN BONAVENTURA, Itinerario della mente in Dio, Prol n. 4 : Opera Omnia V 296, citato in VS, nota 74 ).

La formazione pertanto non deve essere vista come se si trattasse di accumulare un ricco bagaglio di idee, di abitudini o un rigido stile di vita. Si tratta, invece , di raggiungere una capacità di discernimento, di adattamento e di disponibilità, qualità queste che permettono di rinnovare costantemente la vita e lottare continuamente per un’adesione radicale a Cristo, in accordo con il nostro stile di vita carmelitano.

La fede è un aspetto importante in questo processo di formazione. Solamente attraverso la fede possiamo consegnarci all’amore trasformante di Dio. La fede permette di superare le barriere apparentemente insuperabili nel nostro cammino spirituale. La fede in Dio può aiutarci a vedere nell’oscurità attraverso le tenebre della purificazione e a riconoscere il giorno splendente della nostra rinascita e crescita con Gesù.”

Ratio Institutionis Vitae Carmelitanae Monialium 2007, 45 48 49

1 Comment
  • IDA
    Pubblicato alle 05:32h, 24 Agosto Rispondi

    grazie.

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