Quotidiano

L’invenzione del quotidiano

Durante le nostre ricreazioni capita di sentire ora da una o da un’altra sorella che al Carmelo si ha la sensazione che il tempo scorra in modo inesorabile. C’è chi afferma di avere la percezione di essere subito di casa come se abitasse con noi da una vita e, al tempo stesso, di avvertire nei piccoli fatti giornalieri, la freschezza e la novità del primo istante di monastero. Alcune sorelle estraggono, dalle casseforti dei ricordi, memorie inalienabili di un passato che ha reso sacra la storia della comunità, aneddoti che fanno nascere un sorriso e non che ricalcano l’unicità di ogni momento vissuto e l’apporto peculiare di ogni sorella al volto concreto della comunità. Altre sorelle, ancora, sanciscono i ricordi agganciando gli eventi della terra a sprazzi di cielo per sugellare la presenza di Dio in ogni avvenimento e la risoluzione certa di un abbandono fiducioso nelle braccia della sua Divina Provvidenza. Tutti spunti per abbattere la rigida credenza di una vita monastica vissuta con monotonia e fissata in reiterate formule liturgiche, per intuire poi, senza sforzo, il respiro di Dio nell’attimo che passa dentro una vita semplice, sviluppata ai margini, fuori dall’efficientismo … persa per Lui. Occasioni per scovare nella sincronia di un quotidiano custodito dal silenzio e dal raccoglimento, il ritmo cardiaco al cuore di Dio che incarnandosi ci ha dato la salvezza e un modo concreto di espandere pienamente, già su questa terra, la nostra umanità. Occasioni per riconoscersi immerse nel mistero dell’azione divina che parla e opera oggi, ancora, in noi, come nella Scrittura, nei profeti, nei santi, con le stesse viscere materne, con lo stesso amore, con lo stesso pathos di sempre: dalla creazione, all’incarnazione, alla Passione e morte. Occasioni per scoprire la verità e concretezza di un rapporto d’amore dipanato nei millesimi di secondo vissuti nell’ordinarietà più usuale e consueta ma carica di una tensione, una ricerca, un desiderio: il Suo volto. Il quotidiano allora risulta un’invenzione divina per vivere misticamente: dentro il mistero di una presenza che ci supera, ci avvolge, ci coinvolge e ci travolge ribaltando continuamente i nostri schemi nella letture dei fatti, nelle circostanze solite e insolite, nei rapporti interpersonali, in ogni evento, nella preghiera come nella vita resa preghiera. Una continua opportunità per un reciproco incontrarsi, affiatarsi, conoscersi e riconoscersi tutte somiglianti all’Unico e perciò conciliarsi e riconciliarsi con la carne altrui, assumerne la debolezza, caricarsene in spalla le miserie, fasciarne le ferite come a Cristo stesso. Un’occasione per scrutare nel mistero dell’Incarnazione la rivoluzione della tenerezza operata da Dio a nostro favore sottraendoci da formule di vita alienanti e disumanizzanti … ricollocandoci nell’orizzonte di un amore concreto, fatto di gesti concreti, di accoglienza autentica, di tensione continua al bene. In fondo un’occasione continuamente data per ricominciare smontate, sovvertite interiormente dallo “scandalo della misericordia” che Dio opera nei nostri cuori con la sua continua venuta. Occasione per scegliere liberamente, ogni giorno, di apprendere l’arte di amare con lo stile di Dio, di scoprire i suoi tratti nel volto dell’altra , nella sua voce, nelle sue richieste o anche di imparare a soffrire in un abbraccio con Gesù crocifisso, incomprensioni, ingratitudini, ingiustizie e deciderci volontariamente e consapevolmente per la sororità. Opportunità per vivere la nostra vocazione contemplativa aprendo il cuore all’amore dell’altra partendo dal cuore di Dio. Il quotidiano diventa, allora, occasione per un’autentica esperienza di Dio dentro una vera esperienza di umanità, una concreta occasione per scegliere di apprendere l’arte della trasformazione spirituale, del cambiare lasciandosi cambiare da Dio, dentro la vita e la convivenza giornaliera. Occasione per verificare quanto davvero Gesù sia il nostro primo e unico amore e quanto in Lui possiamo e vogliamo amare ogni sorella. Occasione per confrontarci con il progetto di vita tracciato nella Regola che ci vuole comunità fondata sul vangelo alla stregua delle prime comunità cristiane. Occasione per crescere nella consapevolezza che ciascuna di noi opera e realizza il volto comunionale e trinitario della comunità. Occasione per vivere un’esistenza che grida silenziosamente il primato di Dio, che tratta il Signore da Signore, che si spende nella sua adorazione, che affonda nel suo mistero, sotto il segno della gratuità e senza umano compenso, per attestare che egli è l’Assoluto.
Non lasciamoci rubare mai la comunità.

“Pretendere di entrare nel cielo senza prima entrare in noi stessi per meglio conoscerci e considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia.”
“Fate il possibile per allontanare il pensiero della vostra miseria, fissandolo sulla misericordia di Dio.”
Santa Teresa di Gesù, Dottore della Chiesa

3 Commenti
  • ida
    Pubblicato alle 09:12h, 01 Gennaio Rispondi

    Carissime sorelle,
    tanti auguri; che il nostro cuore sia sempre aperto ed accogliente dimora di Gesù in ogni momento della nostra vita .Buon anno!
    Ho pensato spesso in questi giorni che mi avrebbe fatto piacere e tanto bene al cuore trascorrere questo periodo con voi nel silenzio e nella pace della preghiera .Bacioni
    idavittoria

  • Diego
    Pubblicato alle 13:00h, 01 Gennaio Rispondi

    É sempre bello leggervi. E sapere che ci siete vicino. Vi auguro un bellissimo 2016 sperando di vedervi presto per conoscervi direttamente

  • Antonio Camellini
    Pubblicato alle 13:07h, 01 Gennaio Rispondi

    ” Il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”….Dio Si è fatto uomo concreto..ogni giorno ci viene incontro e noi lo possiamo riconoscere, se nella vita ordinaria compiamo i gesti di amore , attenzione , accoglienza, iniziando dal nostro prossimo ,quello che Dio ci ha messo accanto, nella famiglia, nel lavoro,sul pianerottolo del condominio…Grazie Gesù..

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