15 Feb Quaresima
Itinerario interiore verso il Centro
18 febbraio 2026 Mercoledì delle Ceneri. Inizia la Quaresima..
La Quaresima non è un clima. È una decisione.
È il tempo in cui non possiamo più vivere di superficie. In cui la fede smette di essere abitudine e torna a essere scelta esistenziale.
Ogni anno, in questo tempo liturgico, la Chiesa ci conduce nel deserto per disintossicarci. Ci sono troppe voci che abitano il nostro cuore, troppe immagini, troppe urgenze. E sotto questo accumulo si affievolisce la domanda decisiva: per chi vivo?
Il deserto rimette ordine.
La lotta invisibile
La tradizione monastica chiama il deserto luogo di combattimento. Perché quando si tace fuori, parla ciò che è dentro. E dentro non troviamo subito pace: troviamo resistenze, attaccamenti, paure.
La Quaresima è un tempo di verità proprio perché non aggira questa lotta.
C’è in noi una divisione: desideriamo Dio, ma temiamo di consegnargli tutto. Vorremmo l’Assoluto, ma senza perdere il controllo. È qui che si gioca la conversione: nel passaggio da un cristianesimo misurato a una fiducia radicale.
La vita monastica esiste per custodire questo primato. Non per eroismo, ma per coerenza: se Dio è Dio, allora merita il centro.
Spogliazione e libertà
Il digiuno quaresimale non è un gesto ascetico isolato. È un segno. Dice che l’uomo non vive di ciò che consuma. Dice che il desiderio può essere purificato. Dice che siamo fatti per una pienezza che nessun bene penultimo può saturare.
La spogliazione evangelica non impoverisce: libera.
Il monastero, nella sua sobrietà, ricorda che la gioia non nasce dalla moltiplicazione delle possibilità, ma dall’unificazione del cuore. Una vita raccolta, apparentemente nascosta, può diventare sorprendentemente feconda quando tutto è orientato a Dio.
Ritornare al cuore
Convertirsi significa questo: rientrare nel cuore e rimettere Dio al centro non come idea, ma come Presenza viva. Non basta parlare di Lui; occorre esporsi a Lui.
La Quaresima ci chiede gesti concreti: più silenzio, più ascolto della Parola, più essenzialità nelle scelte. Non per accumulare meriti, ma per creare spazio.
Dio non forza l’ingresso. Attende uno spazio libero.
Una chiamata che non fa rumore
La nostra vita prende sul serio tutto questo fino in fondo. Struttura le sue giornate intorno alla preghiera e accetta la gradualità della conversione come cammino quotidiano.
Non è una proposta per pochi “speciali”. È una possibilità inscritta nella logica del Vangelo: quando Dio diventa realmente il Tutto, il resto trova il suo posto.
Forse, in questo tempo, qualcuno avverte un’inquietudine più netta. Non è semplice sensibilità religiosa. È una domanda più radicale: e se Dio mi chiedesse di più? E se il “centro” non fosse solo un orientamento interiore, ma una forma concreta di vita?
Perché il deserto non è un luogo di perdita.
È il luogo in cui Dio parla al cuore.
E quando il cuore ascolta davvero, la vita cambia forma.
Fai il tu cammino con Dio in questo tempo, leggi, ascolta la parola, apri il cuore al movimento dello Spirito, lasciati accompagnare nel tuo discernimento per andare verso la pasqua e sorpttutto perché la tua vita scelga la vita
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