Quando il silenzio ti mette a nudo

Quaresima è lasciarsi leggere dalla Parola, nel segreto del cuore

Ci sono giorni in cui entri in cappella e non hai nessuna voglia di pregare.

Ti siedi. Attorno è freddo. Il cuore è rumoroso.
La giornata non si ferma solo perché hai varcato una soglia.

Hai risposto a messaggi. Hai pensieri sospesi.  Ma soprattutto hai quella sensazione di non essere mai abbastanza: abbastanza capace, abbastanza coerente, abbastanza generosa.

E davanti a te c’è il silenzio.

Non quello poetico.
Quello vero. Quello che non riempi.

La Quaresima comincia qui. Non nei propositi. Non nelle rinunce.
Comincia quando resti.

Resti  in questo silenzio pavido senza scappare.

“Tu invece, quando preghi…”

“Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo nel segreto” (Mt 6,6).

Questa parola non è dolce. È esigente.

Entra.
Chiudi.
Resta.

Non dice: “Sentirai qualcosa” o: “Capirai tutto”.
Dice: entra nel segreto.

E il segreto, all’inizio, non è pieno di Dio.
È colmo di te.

È pieno di distrazioni, di fragilità, di domande che non hai mai avuto il coraggio di formulare ad alta voce. È pieno di quella sottile paura di non  essere ritenuta abbastanza.

Per questo spesso evitiamo il silenzio.
Non perché Dio non ci interessi.
Ma perché nel silenzio non possiamo più fingere.

La Quaresima è questo tempo in cui  puoi smettere di scappare da te stessa.

La Parola che ti legge

Apri il Vangelo. Non per trovare una frase da condividere. Non per “fare qualcosa di spirituale”.
Lo apri perché hai bisogno di essere guardata.

“Signore, tu mi scruti e mi conosci” (Sal 139).

Non sei tu che leggi la Parola.
È la Parola che legge te.

Ti accorgi che quel versetto parla proprio di quella tua ferita. Di quella tua resistenza. Di quella zona che tieni sempre sotto controllo.

E non ti accusa.
Ti svela.

C’è una differenza enorme tra percepirsi giudicate e vedersi conosciute.
La Quaresima è il tempo in cui puoi imparare ad accettare di essere conosciuta fino in fondo — e scoprire di non essere per questo rifiutata.

Questo cambia tutto.

L’inquietudine non è un difetto

Molte ragazze portano dentro un’inquietudine che non sanno nominare.

Hanno amici, sogni, progetti. Eppure qualcosa non basta.
Non è insoddisfazione superficiale. È una domanda più profonda.

“L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente” (Sal 42).

Non è una frase poetica. È una descrizione precisa.

La sete non si spegne con distrazioni spirituali.
Si spegne con un incontro.

La preghiera non è una tecnica per calmarsi.
È esporsi a questo desiderio senza anestetizzarlo.

Nel segreto del cuore, davanti alla Parola, scopri che la tua inquietudine non è un problema da risolvere. È uno spazio aperto. È il luogo dove Dio può parlare.

E forse la Quaresima è proprio questo: smettere di riempire quella sete con altro.

Quando Dio sembra tacere

Ci sono giorni in cui preghi e non succede nulla.

Il Vangelo resta chiuso.
Le parole scivolano.
Il cuore è arido.

E allora pensi: forse non sono fatta per questo.
Forse la preghiera è per chi sente, per chi prova qualcosa.

Ma la Parola dice altro.

“Ritornate a me con tutto il cuore” (Gl 2,12).

Non con euforia.
Non con emozione.
Con tutto il cuore.

Anche quando è stanco. Anche quando è distratto. Anche quando è ferito.

La fedeltà silenziosa è già incontro.

Non sempre te ne accorgi.
Ma qualcosa si purifica. Qualcosa si spoglia. Qualcosa diventa più vero.

La Quaresima è questo lavorìo nascosto.

Lasciarsi amare lì dove sei fragile

C’è un momento nella preghiera in cui smetti di spiegare a Dio chi sei.

Smetti di mostrarti migliore.
Smetti di promettere.

Rimani.

E ti accorgi che Lui non si allontana.

“Dove sei?” (Gen 3,9).

Non è una domanda per smascherare.
È una domanda per incontrare.

La preghiera in questo tempo di quaresima è rispondere: “Sono qui”.
Con le mie paure. Con il mio desiderio confuso. Con la mia voglia di amare e la mia incapacità.

Ed è lì, non altrove, che accade qualcosa.

Non sempre un’emozione.
Non sempre una luce improvvisa.

Ma una certezza lenta: sono guardata. Sono attesa. Sono amata.

Forse è questo che stai cercando

Se senti dentro una domanda che non si spegne…
se il silenzio ti attira anche quando ti mette a disagio…
se la Parola, a volte, ti ferisce e altre ti consola…

forse non è casuale.

La Quaresima non è un periodo dell’anno.
È un invito.

A entrare nel segreto.
A lasciarti leggere.
A permettere a Dio di incontrarti proprio lì dove sei più vera.

Non è un cammino per perfette.
È un cammino per chi ha sete.

E forse, nel silenzio che ti mette a nudo, non stai perdendo qualcosa.

Forse stai iniziando a trovare.

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