Quaerere Deum:

 
…Una parola penetrata nel cuore
Un giorno una Parola di Dio è penetrata nel cuore…  Abbiano intuito una chiamata. Siamo partite alla ricerca di Colui che chiamava, invocandolo a nostra volta, gridando a Lui con la nostra voce  e tutte le nostre forze, la nostra vita, …  
 “Nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo ma non potevo” (Ger.20.9).
Con forza e “drammaticità” questa chiamata, ci ha introdotte nell’esperienza dell’amore.  Come nel Cantico dei Cantici  la voce dell’Amato ha attraversato la nostra anima abitata da dubbi, paure… dalla notte, Questa voce è entrata nell’intimo … non si  è potuta più dimenticare… 

Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
2Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
3Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
«Avete visto l’amore dell’anima mia?».
4Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia.
Lo strinsi forte e non lo lascerò,
finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre,
nella stanza di colei che mi ha concepita (Ct 3,1-4)

Soave cauterio… (direbbe Giovanni della Croce). 

Parola fugace e impercettibile, bisbiglio come di un vento sottile, riflesso di una gioia inestimabile. Cauterio bruciante nel cuore, esigente, totalizzante, fiamma che infuoca per l’impazienza di  rispondere …. perché il dialogo aperto non si interrompa mai più. Per un istante l’Amato è vicinissimo, lo riconosciamo dentro, niente può farci dubitare di questa parola ascoltata e accolta nel “rumoroso silenzio” della nostra notte. Ma non basta il ricordo di quell’istante, come non basta l’evocazione in memoria. Vogliamo ritrovare quella Presenza, trovarla per non più perderla. E  partiamo alla ricerca di quella voce, forti di una nostalgia invincibile che spinge a trovarla e richiamarla a sua volta… (  cf Ct 2,8 -14; 3,1-4).

Cerchiamo e cresce l’inquietudine quando la coscienza si eleva, si purifica…perché  nessuno può vedere Dio senza morire … (Es 33,20)

 “Ogni giorno io vado incontro alla morte “ (1 Cor 15-31)   o ancora “Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra” ( Col 3,5 ).

La ricerca si inscrive nell’incavo di una nuda concretezza; mentre cresce la coscienza di quanto ci attanaglia e ammorba, si incontra e scontra con ogni nostro condizionamento umano, con i nostri vuoti e le nostre ampollosità, si rivolge a quell’amore tante volte muto e lontano… spesso solo intravisto da una fede provata ma si fa strada la visione di una scelta preferenziale per la quale nulla,  dentro e fuori di sé, può ingabbiare quell’anelito.

“Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore fino a che non riposa in te”(Sant’Agostino, Le Confessioni, I,1,1).

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