Sulle rive del lago ( Lc 5, 1-11)

Prendi il largo! Sulle rive del lago della vita approdiamo di tanto in tanto nel mare del web. vi raggiungiamo per condividere frammenti di vita e di cammino.

Oggi questo desiderio si incrocia con la Parola di Dio e viaggia sulla lunghezza d’onda di un incontro decisivo, il mio il tuo… quello di Pietro sulle rive del lago. 

Un incontro che cambia la vita.

Siamo nel vangelo di Luca e accogliamo con gratitudine i dettagli “pittorici di questo quadretto speciale che narra di un passaggio, un evento comune che si trasforma in sequela.

Ho il piacere di metterti  “in scena” come cerchiamo di fare noi nella preghiera e nell’incontro personale con la Parola ma anche nel confronto e nella condivisione di quanto e come essa  entra e prende possesso della nostra vita .

Siamo sulla riva del lago!

Stiamo lavando le reti usate lungo una notte di pesca infruttuosa.

Fatiche, delusine, amarezza, senso di frustrazione e fallimento:  nel lavoro, in una relazione importante, in un incontro formale…. In una amicizia, nel dialogo tra partner o tra genitore –figlio…, nella ricerca della tua strada …

Stiamo lavando le reti perché crediamo di aver fatto il possibile nel tempo opportuno.

La pesca va fatta di notte!

Proviamo sentimenti difficili da condividere e forse ci sentiamo anche osservati e giudicati male da chi ci sta accanto, da chi nutre delle aspettative per il nostro ruolo o la nostra condizione…

Siamo pescatori senza pesci!

La nostra barca è vuota!

Ma che strano, apriamo il web e incontriamo qualcuno che ci parla di un passaggio …

Una certa folla cerca tra le righe di siti religiosi parole e aiuto… 

Come la folla che nel vangelo di oggi fa ressa attorno a Gesù….

Certo Pietro non so se è davvero molto contento di tutti quegli sguardi puntati sul suo fallimento soprattutto quando il Signore gli chiede di prestargli la barca per poter parlare con più agio  a tutti.

Forse Pietro si infastidisce di questo o forse si sente lusingato perché ha la possibilità di dare qualcosa di suo al Maestro? 

Non so! 

 Forse anche entrambe le cose.

Il maestro poi chiede anche a lui di salire e addirittura di prendere il largo, di giorno, dopo tanto lavoro inutile della notte.

Forse lo sta chiedendo anche a te? 

Forse che anche a te il Maestro adesso sta proponendo di mettergli a disposizione i tuoi vuoti, la tua amarezza, i tuoi fallimenti e con essi prendere il largo? 

Andare verso una risposta totalizzante, di fiducia incondizionata, di adesione ad un progetto alto, non ripiegato e fossilizzato sul limite delle nostre anche buone possibilità?

Ecco la risposta di Pietro… da molti accolta come gesto di affidamento.

Sulla tua Parola getterò le reti!

A dirti il vero, per la prima volta oggi meditando questo brano, ho pensato che si, potrebbe essere un atto di fiducia quello di Pietro ma potrebbe essere anche un atto di “ messa alla prova” di ostentata diffidenza.

Ricordiamo che Gesù non si intende di pesca, che è figlio di un falegname e che viene da Nazareth paese dell’entroterra, non di mare.

Mi vien istintivo pensare quasi a una parola sarcastica… 

“Vediamo, la tua parola contro la mia che ti dico che abbiamo pescato tutta la notte e non abbiamo preso nulla …”

Penso questo perché è più simile al mio atteggiamento interiore quando di fronte a una fatica o senso di inadeguatezza , senza troppi giri, chiedo a Dio di fare a modo mio, gli consegno un disagio nella preghiera anche angosciata ma non accolgo fino in fondo la sfida di praticare la sua via, di assumere il suo pensiero, in un parola ,di fidarmi senza risultati visibili.

Se ho faticato tutta la notte, io esperta di pesca, come posso pensare che adesso il mare si riempia di pesci…

Prego , faccio sacrifici, mi adopero in tante devozioni per cosa? Per ottenere quanto chiedo! Non per prendere il largo verso una direzione inedita.

L’abbondanza della pesca miracolosa allora,  forse  e senza forse ,non è frutto della fiducia di Pietro ma è ancora una volta il primo passo di Dio, la sua decisione drastica di amarmi stando nel mio fallimento, di non preoccuparsi del mio smacco… anzi di farmi assaporare la fecondità del vuoto come incontro e luogo di una presenza stabile: la sua.

Non il limite, la fatica o il fallimento un punto di arrivo ma quello di partenza perché qualunque cosa noi vogliamo accogliere necessita di spazio.

Dal cuore alla casa!

Ovunque vuoi portare pienezza è indispensabile creare il vuoto necessario.

L’atteggiamento di Pietro rispetto alle barche straripanti di pesci è ancora una volta specchio delle mie e tue contraddizioni: da un lato avvertiamo la necessità di Dio ( ci gettiamo ai suoi piedi) , dall’altro, la coscienza della nostra miseria ci fa chiedere di prendere le distanze ( allontanati da me che sono peccatore)

Non è così anche per te?

Quando avvertiamo il desiderio immenso di amore e ammettiamo con onestà tutti gli ostacoli che frapponiamo ad esso e, di contro, facciamo di tutto per arginare e rompere quanto di grande potrebbe sconvolgerci la vita…

Tu che leggi

Accogli col cuore questo che viene dal cuore e se stai anche tu sulle rive del lago… lasciati incrociare dallo sguardo del maestro.

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