09 Giu Pregare
Vorrei invitarti a fare esperienza di preghiera contemplativa…
Portarti a condividere uno spazio, un tempo, uno stile che raccoglie il bisogno intimo di ogni cuore di desiderare, cercare, trovare e cercare ancora “qualcosa di più”.
Potrei dirti semplicemente che preghiera contemplativa è stare in intimità con Dio, ma per quanto questa definizione sia vera non credo sia risolutiva rispetto al bisogno di pienezza, di appartenenza, di significato.
Forse per cominciare, può aiutarci qualche rappresentazione….
Immagina di stare davanti a uno spettacolo grandioso: un cielo stellato, un campo fiorito, una sorgente d’acqua, gli occhi di un bimbo, le carezze di una mamma ….
Questo spettacolo richiama prepotentemente la tua attenzione, ti fermi a guardare con ammirazione e ti sembra di aver risposto a un richiamo intimo della bellezza.
Questo modo di stare nell’esperienza permette l’abbraccio intimo tra l’interiorità e ciò che osserviamo.
Ed è sempre il nostro modo di guardare che si lascia toccare il cuore da ciò che vede. Questo modo di guardare è contemplare.
Quando il nostro sguardo cerca il senso ultimo delle cose e il cuore desidera amare ed essere amato, la contemplazione si apre al soprannaturale. Ci dice San Francesco di Sales:“diviene attenzione amorevole, semplice e permanente dello spirito alla cose divine”. é la preghiera contemplativa.
È questo il momento in cui lo sguardo che contempla il reale, si sposa sulla “Parola” pronunciata per noi da sempre e consegnata alla nostra esperienza mediante l’umanità di Gesù.
E incontrandolo nei vangeli, percorriamo i giorni sulle sue orme, così Betlemme, Nazareth, Cafarnao, Gerusalemme … sono il nostro quotidiano e Simone, Tommaso, Maddalena e Giovanni…, siamo anche noi.
Tutti siamo chiamati a percorrere la vita di preghiera fino ad arrivare a questa contemplazione.
Lascia che Dio infonda nel tuo cuore il suo invito
Credimi, vale la pena farne esperienza.
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