Per possedere tutto, non possedere niente

Una montagna stilizzata come immagine del viaggio di trasformazione: è la montagna che Giovanni della Croce disegna per lasciare una mappa indicativa al nostro cammino. Sulla montagna egli disegna tre vie: le due vie esterne, una dei beni del mondo e una dei beni spirituali, non raggiungono la cima, si arrestano e si perdono prima. Soltanto la via centrale del nada raggiunge la vetta. In alto una scritta: “Per possedere tutto, non possedere niente”.

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disegno di san Giovanni della Croce

La nostra umanità ci dice che siamo stati creati per possedere tutto, conoscere tutto, essere tutto. Eppure noi non arriveremo ad avere tutto, se pensiamo che una parte della creazione di Dio sia in grado di soddisfare questa nostra fame di TUTTO. L’invito allora a uscire dalla logica del possesso e ad entrare nella logica del dono altro non è che il segreto incoraggiamento a non cercare mai qualcosa per noi… Nel dono ci siamo per intero!

Quanti nelle strade della vita cercano e “comprano” la gioia a qualunque prezzo finché il cuore,spinto da insaziabile desiderio, resta intrappolato e ferito. Non le consolazioni della terra, né le consolazioni dello spirito conducono alla vetta del monte che è Cristo! perché nell’uno e nell’altro sentiero si cerca comunque la soddisfazione di sé. L’unico sentiero che conduce a lui è quello del nada… Niente! Nessun vincolo che tenga prigioniero, neanche l’affetto più sacro perché se un affetto stringe e non lascia andare, come può chiamarsi amore?

Nada… Libero da tutto e da tutti, sarò teneramente unito a tutto e a tutti nella misura in cui Cristo sarà il mio unico Bene e in Lui tutto sarà finalmente mio!

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