16 Giu …Perché avvenga un incontro
Non è necessario
avere una lunga esperienza dell’esistenza umana o di vita spirituale per cogliere in noi uno strano senso di inquietudine, per percepire una certa insoddisfazione latente, un vuoto pieno di vacuità…
E ci sentiamo trascinati da certi disordini,
o avvertiamo squilibri affettivi, sentiamo il bruciore di ferite non cicatrizzate… Tutto questo è quella fragilità che innesca la ricerca. È grazia!
Così puoi intraprendere un cammino
partendo dai tuoi bisogni insaziati, cercandogli un nome e una collocazione…. Puoi fare ricorso a tutte le risorse della tua volontà, della tua energia e della tua costanza, ma questo modo di procedere ha i suoi limiti.
Io ti scrivo, cara lettrice, cara amica, carissima compagna di viaggio, e mentre lo faccio sgorga dal mio intimo una parola, come eco soave, come riposo, come pace. Dice:
“Venite a me voi tutti che siete stanchi e affaticati e io vi ristorerò” (Mt 11,28).
Un invito per entrare nella via del cuore è riconoscerne il centro.
Un invito a stabilirci nella verità,
la verità di noi stessi, per cui siamo interpellati in modo irrevocabile ad aprire gli occhi sulla nostra realtà.
Quale il passo necessario? Imparare a ad affidargli, senza riprendercelo più, ogni angolo di vita così come è, sia nel gioco delle circostanze (sei qui davanti a questa pagina web, per ragioni che solo tu conosci) , sia per una mozione intima del cuore che finalmente vuole ritrovare la sua libertà e sta cercando.
Aderire a questo invito non significa dichiarare guerra alle nostre domande, ai nostri dubbi, alla nostra inquietudine…questi sono solo rami dell’albero della tua vita. La cosa più importante è snudare le radici-per quanto faticoso sia il processo-
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