fecondità di un dono

Fecondità di un dono

Facciamo piccoli passi ogni giorno,

passi contemplativi, per lasciarci raggiungere nella preghiera dall’Amore gratuito di Gesù che feconda la nostra vita e suscita il desiderio ardente di generare nuovo amore. 

Questa è la nostra vita:

una tessitura semplice sulla trama e l’ordito di preghiera, lavoro e vita fraterna.

  Un desiderio, un impegno, un tentativo, ogni giorno nuovo, di farsi spingere dalla Parola di Dio pregata e meditata, portata sui passi come lampada, sulla strada come luce, nelle intuizioni e nei sogni come fuoco, nella vita e nelle relazioni come sale e lievito.

Una misura ogni volta colma e traboccante di possibilità

per ripetere l’esperienza del dono, del perdono, del servizio, del saper cedere, dell’evangelico” morire a se stessi” .

Possibilità del perdere  per guadagnare e stabilirsi nella fraternità sempre più capaci di cogliere l’inedito nelle persone, non solo in quello che sono, ma anche in quello che non sono ancora, sperando contro ogni speranza. Una palestra per permettere allo Spirito di Dio di allargare il cuore, di amplificarlo dalla visione di ciò che è ancora invisibile in noi e attorno a noi.

Lasciarci convertire.

Così entriamo nell’esperienza contemplativa

nella possibilità e capacità, cioè, di poter divenire “spazio d’incontro”, vita “senza un utile”, “vuota “… divenire grembo! 

Una esperienza “uterina”, un incontro a tu per Tu, che spoglie di sé, supera ripiegamenti, apre al dono.

Gestazione di una intimità di amore tra Dio e me; tra Dio e quel figlio/a che portiamo nel cuore e a cui cerchiamo di donare il volto del Signore con la nostra vita nascosta con Cristo in Dio. 

Passi contemplativi

per nascere come “nuova creatura” attraverso l’esperienza della trasformazione del cuore,

Come un “parto”, con le sue doglie e le sue sofferenze la vita è formata nel grembo di una preghiera semplice, personale e comunitaria che lega il cuore a Dio anche quando le mente e le mani sono impegnate in altre occupazioni.

La vita si forma nel seno della Parola di Dio meditata, pregata, dove tutto l’essere aperto all’ascolto attento, profondo, si riconosce interlocutore, protagonista di una relazione personale e trasformante.          

Generando a vita nuova,

l’esperienza contemplativa spinge ad intercedere ossia, a stare “in mezzo”, a “porre il passo tra” come grembo che accoglie il grido, lo assume totalmente in uno “stare” fiducioso di fronte a Colui che ascolta la preghiera.  

 L’esperienza contemplativa dilata il cuore, apre alla compassione, a vivere, anche se in “disparte”, accanto agli uomini, soffrendo con loro in ogni loro debolezza, per trasmettere davvero il Verbo della vita. 

L’incontro contemplativo con il Signore e con la sua Parola

cambia il nostro sguardo, ci aiuta gradualmente ad assumere lo sguardo di Dio sulla realtà.

CI insegna a cercarlo tra le pieghe della quotidianità e a volere che anche altri facciano la stessa esperienza di Lui, della potenza dell’incontro col suo Vangelo.

 È un lavoro di conversione, di cambiamento di mentalità, di trasfigurazione.

Guardare a Lui ed essere raggianti  (cf Sal34,6)

Un invito, una possibilità… fecondità di un dono.

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