18 Dicembre

O Adonai: Il Fuoco che non si Consuma

«O Adonai, et Dux domus Israel, qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti, et ei in Sina legem dedisti: veni ad redimendum nos in brachio extento.»

«O Adonai, guida della casa d’Israele, che apparisti a Mosè nel fuoco del roveto e gli donasti la Legge sul Sinai: vieni a liberarci con braccio potente.»

Nel crepuscolo del 18 dicembre, la preghiera si spoglia del superfluo e si fa invocazione pura. 

O Adonai, Signore della prossimità, Tu non abiti il tuono che spaventa, ma il fuoco che arde senza consumare, lo stesso che scaldò lo sguardo di Mosè nel deserto. 

Sei la Guida che non spinge alle spalle, ma cammina innanzi, tracciando col dito della Tua fedeltà una Legge che non è catena, ma spartito di libertà.

Oggi il nostro grido si leva dalle valli dell’affanno. 

Ti portiamo i pesi del cuore, quei blocchi invisibili dove la speranza sembra essersi stancata di attendere. 

Ma il Tuo “braccio potente” è un paradosso di tenerezza: è la forza di chi sostiene il passo di chi vacilla, è la carezza che scioglie i nodi dei nostri sensi di colpa e delle paure che ci rendono schiavi.

Non scendi per giudicare le nostre macerie, ma per abitarle. 

Ci liberi non “da” questo mondo, ma “per” questo mondo, affinché le nostre mani, finalmente sciolte dal rancore, imparino l’arte della riconciliazione.

 

Verso la Grotta non camminiamo come sudditi, ma come figli che hanno ritrovato il sentiero di casa. 

Vieni, Adonai, e trasforma le nostre ferite in feritoie, perché attraverso di esse possa finalmente passare la luce del Tuo Natale.

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