Notte di Natale: Pastori dal cuore desto

24 Dicembre  Natale del Signore

“Lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia perché per loro non c’era posto nell’alloggio…”

Per loro non c’era posto e noi, scandalizzati, rabbrividiamo al pensiero che per una donna incinta, prossima al parto non si possa trovare una stanza ; rimaniamo interdetti di fronte a tanta indifferenza, ci stupiamo della possibilità di non vedere un bisogno così evidente.

Noi cristiani “ben pensanti”, sappiamo che si tratta del Dio fatto uomo e di Maria la madre del Redentore, come non accorgersi , come sopportare tale irriverenza.

Eppure, trincerati nei solchi del nostro superficiale quotidiano, molto spesso, noi per primi, non ti riconosciamo Signore; altezzosi o ripiegati chiudiamo la porta della nostra locanda interiore e, senza troppe riserve, non ti ospitiamo.

Tu vieni Signore, visiti la nostra vita . Vieni in noi ribaltando gli scaffali della nostra coscienza stracolmi di distrazioni, sentimenti inquinati, preoccupazioni, bisogni e aspettative inespressi.Vieni nella nostra storia, nelle situazioni, nelle vicende umane …vieni nelle relazioni, negli incontri, vieni nel nostro lavoro quotidiano, nel caos e nel silenzio,vieni nell’altro. Tu vieni Signore ma noi siamo troppo occupati, troppo disorientati, troppo stanchi, troppo ricchi o troppo poveri, troppo ignoranti o troppo colti per accorgerci, per accoglierti, per farti entrare, per farti nascere in noi.

 “C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.

Concedici Signore di essere quei pastori dal cuore desto, capaci di vigilare nella notte, all’aperto, attenti alla nostra vita e quanto in essa ci affidi, semplicemente “presenti” per lasciarci avvolgere dalla tua luce, riconoscerti e trovarti nella debolezza del bisogno nostro e altrui di cura, nelle nostre e altrui fasciature interiori, nelle greppie fredde e pungenti delle ore difficili.

Nasci in noi Signore !

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