nascondimento

Nascondimento…come olio che arde

Inizio queste righe partendo da alcuni stralci di uno scritto  che una giovane ci ha fatto pervenire dopo aver fatto sosta tra noi per un tempo di discernimento vocazionale:

 […] Giungi fin qua e la prima cosa che scorgi è sorriso e silenzio.

Vivendoci per un po’ ti senti affascinata da uno stile e ti sembra di comprendere la spiritualità del luogo. ..

Col tempo capisci il nascondimento e ti chiedi come sia possibile affrontare questo particolare percorso di vita monastica: irto, arduo, ma anche agile e spedito, tra aperture e possibili ripiegamenti   ma con la preghiera, che percepisci come uno stato di vita e non il tempo dedicato a o  le parole deputate a .. . Un percorso inaccessibile ai distratti.

Così si è presentata la traiettoria vocazionale ed esistenziale di queste donne dalla personalità nascosta  alla mia vita…

Semplice , franca non alla ricerca di visibilità ma orientata interamente verso la realizzazione piena di una  vocazione in una letizia contagiosa, una schiettezza disarmante e la coscienza umile di essere nella chiesa e per la chiesa come olio che brucia nella lampada sempre accesa della preghiera.

Il clima agreste, il contatto con la natura, il lavoro tra i campi, la cura del creato in tutte le sue forme mi è sembrato un contesto favorevole alla trasformazione di un’ indole  come la mia incline al mondo … Conto di tornare!

Sono troppo giovane e inesperta per descrivere anche solo alcuni momenti della vita quotidiana del monastero ma osservando queste sorelle mi è sembrato di comprendere quali siano i princìpi di una vocazione monastica centrata sulla ricerca e l’adesione alla verità di Gesù […]

La lunga e ripetuta lettura della lettera a cui queste righe appartengono, ci hanno portato a riflettere molto sul nostro stile di testimonianza….

Ci siamo chieste se davvero la nostra consacrazione alla comunione con Dio e i fratelli, all’intercessione, all’adorazione, alla meditazione della Parola è vissuta da noi come olio che nascostamente si lascia ardere per alimentare la fiamma della fede della Chiesa e alla fedeltà quotidiana di ogni stato di vita e vocazione.

Cresciamo nella consapevolezza di essere come semi che germogliano nella terra per dar vita ad una  pianta, e ai suoi frutti che non vedranno mai?

Immerse in una cultura digitale anche noi  siamo sui social e ci lasciamo raggiungere su piattaforme multimediali ma ci chiediamo : corriamo anche noi il rischio   di sostituire l’organizzazione e la risonanza mediatica ad una reale esperienza di vita? 

Viviamo dell’immagine che diamo di noi o di una reale esperienza di comunione di preghiera radicata nel dono dello Spirito.

La vocazione monastica, fin dalle origini, è definita dalla ricerca di un rapporto con il Signore che alimenti realmente la bellezza e il fervore della vita, e come tale si trasmetta al mondo.

Le radici, le sorgenti, trasmettono sostanza, realtà, anche se spesso invisibile. Anche lo Spirito Santo è invisibile, come il soffio di Gesù nel Cenacolo, eppure non c’è realtà più densa dell’amore di Dio che si comunica al cuore e alla vita di ogni uomo. 

Le parole di questa ragazza sono giunte a noi come uno sprone …. Come se ci avesse raccomandato di essere noi stesse … Come se ci avesse detto che il mondo è stanco di apparenza, è nauseato dalla virtualità che non alimenta la gioia di vivere .

Allora  è necessario che l’olio arda, cioè si lasci consumare se vuole alimentare la fiamma, la luce e il calore della fede. Ed è questa la grande sfida per la  nostra vocazione monastica: possedere ciò che si consuma ….

È  questa la coscienza: vivere la comunione con Dio e la comunità lasciandosene consumare per amore della Chiesa e del mondo. Allora, anche l’ultima goccia di olio non sarà sprecata ma brucerà in luce di fede e otterrà il miracolo di Elia per la vedova di Sarepta: l’olio non si esaurirà (cfr. 1Re 17,16).

La lettera di questa ragazza ci ha riconfermate nel credere che l’olio della preghiera, cuore della nostra vocazione, è  il grande dono dello Spirito fatto alla nostra vita… 

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