Mi metterò di sentinella

Mi metterò di sentinella
Viviamo questi giorni del Natale come un respiro raccolto, sospeso, con lo sguardo rapito dentro un fascio di stupore e incanto d’innanzi al Dio “neonato” adagiato, inerme e indifeso, sulla paglia della nostra vita, accolto senza onori dentro la stalla delle nostre povertà. Procediamo nei semplici atti quotidiani come in una continua preghiera di lode, di ringraziamento e nella supplica per questo atto estremo di misericordia di Dio. Solleviamo i cuori nei consueti scambi fraterni, come incenso che spande fragranza nell’aria, ricordando la presenza di Colui che, con amore infinito, congiunge la nostra terra al cielo.
In questo clima di sonoro e armonico silenzio, prorompe una Parola e fende una breccia nel cuore:
[1]Mi metterò di sentinella,
in piedi sulla fortezza,
a spiare, per vedere che cosa mi dirà,
che cosa risponderà ai miei lamenti.
[2]Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette
perchè la si legga speditamente.
[3]E’ una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perchè certo verrà e non tarderà».
[4]Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede.

È il profeta Abacuc, al cap.2, 1-4. Pochi versetti pronunciati al cuore della comunità per il suo cammino di fede, per la crescita nella propria identità monastica, per alimentarne il cuore orante. Pochi versetti che ci raggiungono proprio mentre lo sguardo della fede si inabissa nella povertà di una grotta, davanti al “ quasi niente di una greppia”, dentro al mistero dell’abbassamento di Dio che si svela come risposta silenziosa, concreta efficace d’amore al grido che esala da ogni forma di incomprensione, di dolore, di tormento, come risposta incomparabile al bisogno d’amore dell’uomo.
In questo “consegnarsi” di Dio all’umanità, il cuore orante riconosce il suo volto, la sua identità, il suo senso. Essere presenza, vita, voce autorevole, profonda, limpida, che incalzi la storia dal di dentro, come lievito, come radice, come seme, vivendo la Parola, partecipando con la vigilanza del cuore nell’offerta di sé al sogno d’amore di Dio per l’uomo. Presenza che entra a piedi nudi nella storia, senza rumore, senza frastuono; presenza che sappia di fonte discreta, che sussurri soltanto. Presenza che parla senza parlare, che pone Dio al centro della vita. Presenza che ha voluto sentire la voce di Dio nel cuore riempendolo di gioia. Presenza che a tutte le ore leva il canto della liturgia di una fede certa e il cui cuore batte sempre forte all’incontro con Lui nella Parola e nei sacramenti come il giorno del primo amore. Presenza che si fa solco perchè l’acqua di sorgente giunga fino alle labbra assetate dell’umanità.
• Il nostro volto: Voci profetiche che sappiano rivolgersi a Dio raccogliendo nell’otre del cuore le lacrime, le notti, le attese del mondo. Voci, come quella di Elia sul monte Carmelo, di Mosè sul Sinai, di Giovanni Battista nel deserto presenti all’appuntamento con Dio, capaci di oltrepassare la scorza dura delle apparenze, di raccogliere i gemiti del cuore, di portarli al Signore. Il nostro volto: profezia di preghiera, sguardo nuovo sul mondo, ascolto strenuamente esercitato di Dio nella Parola, negli eventi, nel dolore e nella gioia dell’altro. Il nostro volto: credenti che hanno deciso di scommettere tutto su Dio, sentinelle di speranza, in piedi, pronte a spiare l’arrivo della luce, profeti dell’attesa. Non eco ma voce di un Dio che non lascia mai orfani, che scrive sulla tavoletta fragile della nostra vita, di suo pugno, chiedendoci solo di imparare la lingua dell’amore per capire anche nel buio e sapere che interverrà.
Il nostro volto: donne dell’attesa e della fiducia, certezza fondata proprio su quel Dio Bambino, il Redentore, l’Emmanuele, il Dio con-noi che è già venuto, che ritornerà e che viene ogni giorno nel cuore che lo cerca e lo attende.

2 Commenti
  • teresa romano
    Pubblicato alle 15:21h, 28 Dicembre Rispondi

    meraviglioso

  • Giuliana
    Pubblicato alle 22:29h, 28 Dicembre Rispondi

    Siete care sorelle, grazie per quanto fate nella mia vita, vi voglio tante bene. Pregate X me!!!

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