Metrica azzardata

Metrica azzardata

I giorni corrono verso la Pasqua … Si profila la follia della croce.
E come in una “metrica azzardata” l’esperienza del Crocifisso ritraduce ogni attimo dell’esistenza riportando ogni sillaba di vita ai linguaggi dell’essenziale. Il cuore balza oltre il potere delle parole, si inoltra dentro il vortice della supremazia di un amore che esautora da ogni potere e spinge i desideri verso l’orizzonte dell’oblatività. Gesù in croce apre un varco con orme ben marcate. In questa rivoluzione d’amore ritroviamo il nostro posto: dietro a Lui. “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,18-24 ). Una lucida follia d’amore: amare fino a morirne. Perdere per ritrovare.
La croce ci ha mostrato Chi è veramente Dio. Ci ha mostrato che in essa è il vero “tornante” della nostra storia: ciò che è accaduto sopra essa ha completamente cambiato la nostra condizione. Essa ha reso possibile ciò che il cuore desidera
(Benedetto XVI)

Afferma il cardinale Martini :“l’essenza del cristianesimo sta nella contemplazione del volto del crocifisso “. Fissando lo sguardo sulla croce, su quel volto straziato, deturpato dallo spasimo, su quel corpo piagato, lacerato… fermando la mente e il cuore su quella vita spezzata, riflesso del cuore di Dio, volto di un amore “insensato” e scandaloso fino a morirne…, si avverte, inspiegabilmente, una bellezza, uno splendere, una forza che seduce, attrae, innamora. « Nulla si sottrae al suo calore »! – (sal 18)- Si entra così, nel vortice di una storia personale che supera la religione delle pratiche e apre a quella del tu per tu con la sua vita. Ci si sente, misteriosamente, accompagnati da questo amore folle, dentro le nostre povertà, tra le nostre miserie, negli abissi dei nostri perché, fino alle nostre più insondabili solitudini. E ci commuove, riconoscere su quella croce la bellezza, la dismisura, la gratuità, l’eccesso di dono che abbrevia in un singulto di amore e di dolore quell’esodo di Dio dalla sua divinità verso la sua creatura … Eccesso d’amore che in un: “Consumatum est”, condensa e redime ogni esodo, ogni dolore, ogni morte. Arte di amare! … Accade, allora, che ci si comincia a guardare dentro, a cercare di comprendere dove va il cuore, cosa cerca, cosa vuole. E si risceglie di amare partendo dalla parola della croce. Parola che vince ogni gelo, parola che apre nuove vie, che crea incontri; parola che intimamente sfiora e incendia, corregge e libera. Parola che da vita al cuore, che ne frantuma la durezza, che ne dilata i confini. Parola che rinvigorisce la mente e la spinge su sentieri di verità e libertà. Parola che solleva lo spirito mantenendo vivo un frammento di Dio in noi. Parola che in Lui ci fa essere, vivere, respirare. Parola che restituisce eternità a tutto ciò che di più bello abita i nostri desideri.
Signore Gesù, crocifisso per noi! Tu sei la confessione del grande amore del Padre per l’umanità, l’icona della sola verità credibile. Attiraci a te, perché impariamo a vivere per amore del tuo amore. ( S Agostino, Le Confessioni)

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1 Comment
  • a.m.
    Pubblicato alle 12:13h, 15 Marzo Rispondi

    bellissima meditazione, espressione di grande fede!
    Com’è difficile addentrarsi in questo mistero, in questo esodo divino nella carne !

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