21 Gen Mani vuote… cuore che brucia
Quando il desiderio è una chiamata
Sei ferma nei tuoi giorni in movimento.
Continui a fare, studiare, lavorare, incontrare… ma dentro avverti una sospensione. Provi ad ascoltarti e ti accorgi che qualcosa sta cambiando.
Non accade nulla di speciale. Eppure il tuo quotidiano sembra cambiare colore.
Le cose di prima non ti coinvolgono più. Non ti basta ciò che prima ti bastava. Non ti accende ciò che prima ti accendeva.
E sotto questo strano silenzio del fare, un fuoco insiste.
Guardi le tue mani e le scopri vuote…
ma il cuore che brucia.
Sei viva, sei presente, ma qualcosa in te non vuole più afferrare ciò che prima sembrava ovvio, utile, necessario. Ora non lo è più. E questo ti disorienta.
Gesù ti guarda proprio lì
Ti porto con me dentro questo Vangelo. (cf. Mc 3,1-6):
È sabato. Gesù entra nella sinagoga. Tutti osservano, giudicano, misurano. Ma Lui guarda quell’uomo. Guarda la sua mano inutile, ferma, improduttiva. Non la ignora, non la corregge.
Così fa con te.
Dio non si ferma alle parti della tua vita che si spengono. Si ferma dove ti scopri vuota, dove non sai più cosa fare di te stessa. E lì passa.
Gesù dice a quell’uomo:
“Àlzati, vieni qui in mezzo.”
Lo dice anche a te:
non nasconderti, porta davanti a me ciò che in te è fermo.
Rimanere con le mani vuote
La mano inaridita è una mano vuota.
Non stringe, non trattiene.
Anche tu ti accorgi che non ti basta più fare “quello che ci si aspetta”. E questo ti mette a disagio. Ti fa sentire fuori posto, forse anche ingrata.
Ma davanti a Dio, le mani vuote non sono un fallimento.
Sono uno spazio.
Noi, al Carmelo, lo sappiamo bene: non si entra perché si è forti, ma perché si è disposte a restare così, senza appigli.
Santa Teresa di Gesù lo dice con una libertà disarmante:
“Non sta il tutto nel pensare molto, ma nell’amare molto.”
E amare, a volte, significa semplicemente restare.
“Stendi la mano”: fidati prima di capire
Gesù non guarisce la mano con un gesto spettacolare.
Dice solo: “Stendi la mano.”
Chiede all’uomo di fare ciò che non può fare. Eppure l’uomo obbedisce. E nel gesto stesso, la mano si distende.
Anche per te il discernimento funziona così.
Non tutto si chiarisce prima. A volte devi fare un piccolo passo — una preghiera affidata, un silenzio accettato, un accompagnamento cercato — senza sapere dove porterà. “Stendere con fiducia la mano inaridita”.
E il desiderio è chiamata.
San Giovanni della Croce parla di notti in cui c’è solo il nulla; in cui le forze interiori sembrano spente. È una mano che non risponde. Ma è proprio lì che Dio accende un fuoco più profondo:
“Per giungere al tutto, devi rinunciare al tutto.”
Non spiegare la tua sete
Il Salmo 62 mette parole alla tua esperienza:
“O Dio, tu sei il mio Dio, dall’aurora io ti cerco;
di te ha sete l’anima mia.”
La sete non è qualcosa da giustificare.
Non devi dimostrare che è sensata.
Se hai sete di silenzio, di profondità, di Dio solo, non affrettarti a spegnerla. Non tutto ciò che è fragile va corretto. Alcune cose vanno ascoltate in ginocchio.
Il cuore che brucia senza farsi vedere
Santa Teresa di Lisieux era giovane come te. Anche lei ha conosciuto l’aridità, il buio, la sensazione di non avere nulla da offrire. Eppure, nel silenzio del Carmelo, ha scoperto la sua verità:
“La mia vocazione è l’Amore.”
Il cuore che brucia non è quello che prova sempre entusiasmo.
È quello che resta fedele al desiderio anche quando non prova nulla.
Ascolta il desiderio
Forse oggi non sai ancora quale sia la tua strada. Non è un problema.
Il discernimento non è decidere in fretta, ma rimanere fedeli alla domanda.
Puoi fare una cosa semplice e vera:
presentarti davanti a Lui con le mani vuote.
Rimani. Ascolta. Ama.
Lascia che il tuo cuore impari a bruciare.
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