05 Gen Il Bagliore dell’Invisibile
Nel silenzio del monastero
il tempo depone la sua fretta
e, consumandosi nei gesti umili del giorno,
impara l’eternità.
Qui il respiro umano, ferito e benedetto,
si intreccia al ritmo antico del Salterio,
e ogni battito diventa preghiera.
Oggi viviamo l’Epifania di Dio:
Lo Splendore che si rivela.
Una Presenza che sfiora l’anima,
un raggio che attraversa le crepe della nostra umanità
per sussurrare che l’Inaccessibile
ha scelto un Volto,
che l’Infinito si è lasciato incontrare.
I Magi, sapienti dell’attesa,
portano il racconto della nostra inquietudine:
anche noi, danzando nel buio delle notti,
tentiamo di non distogliere lo sguardo dalla Stella.
Essa è il Verbo che chiama,
la Bellezza che attira a sé ogni desiderio sepolto.
Camminiamo anche noi,
inermi e audaci,
lasciando le nostre certezze
per prostrarci davanti allo scandalo
di Dio Bambino.
L’oro dell’adorazione,
l’incenso della preghiera che sale,
la mirra dell’offerta quotidiana:
tutto si dissolve davanti alla Luce vera
che illumina ogni uomo.
In questa teofania,
il deserto del cuore anela alla fioritura.
La tenebra è sconfitta dalla mitezza di una luce
che si posa sul mondo
come rugiada all’alba.
Contempliamo l’Epifania di Dio
per lasciarci trasfigurare.
Con occhi di stupore.
Ogni creatura, ogni volto, ogni silenzio
diventi riflesso di quel chiarore
che i Magi riconobbero a Betlemme.
E si rinnovi la certezza della chiamata:
diventare “luce da Luce”,
piccoli specchi dell’Infinito
che, nel nascondimento del monastero,
riflettono la speranza
di un Dio che ha scelto di dimorare tra noi
per sempre.
Ora la Stella arde nell’Eucaristia,
Sole senza tramonto,
Pane degli angeli che sostiene il passo
verso l’Oriente eterno.
E la sua luce continui a splendere
sul volto dei fratelli,
perché possiamo incontrarli nella libertà e
per amore
con lo stesso amore libero che ci ha cercate.
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