Libertà

Libertà : Scelgo te

 Ci sono esperienze che difficilmente si possono esprimere senza essere scolorite o sfumate qua e là in quelle tinte di Bellezza e Verità che possiedono. A volte tentiamo di raccontarne qualche frammento ma ci mancano le parole adatte, i toni e i momenti non ci sembrano sufficientemente adeguati…. L’esperienza è tanto pienamente umana quanto autenticamente soprannaturale da sembrare sminuita dalle nostre limitate espressioni …. Tuttavia il cuore è colmo, traboccante… trattiene per sé piccole sillabe d’intimità indicibili ma- al tempo stesso- desidera condividere, donare, trasmettere quanto, a sua volta, ha ricevuto.

Ed ecco, allora, che una pagina vuota può raccogliere qualche battuta per farne dono, a chi, come noi, cammina sospinto da un desiderio di Luce che misteriosamente ci abita e ci appassiona.

Ci proviamo.

Nel cuore di giorni- cosiddetti- normali, accade di sperimentare –ogni volta con maggior chiarezza e forza – che, tra le trame della vita di ciascuna, Dio continua a scrivere una storia di salvezza personale e, al contempo, universale. Scendere in profondità, scavare, tra un’emozione e l’altra, vivere fino in fondo la fatica della lotta di un mondo interiore talvolta ferito o non del tutto guarito, lasciarsi “attraversare” dalla tentazione, sperimentare la frustrazione e il fallimento, cadere e ricadere… e ogni volta vedere sbriciolata quella presunta immagine di sé che, forse, ci ha viste forti per tanto tempo ma non profondamente ed autenticamente libere. E ancora… guardarsi dentro e riscoprirsi anche grembo colmo di una misura scossa pigiata e traboccante di doni posti lì dall’Alto, gratuitamente elargiti, donati, non sempre trafficati o immediatamente trafficabili ma messi lì per puro amore.

Ci vince il pensiero dei tanti “no” pronunciati dalla vita e dei tanti che ancora, miseramente, pronuncerà all’invito di Dio…  Come sopportare la stupidità di una certa autoreferenzialità che vincola libertà e amore?  Autoreferenzialità dell’uomo vecchio che carica la mente di giudizi e il cuore di sentimenti effimeri figli di stati d’animo generati dal niente. Autoreferenzialità che chiude lo sguardo nel recinto del tempo, che limita azioni e parole al qui e ora, che trascina verso il basso, che –superbamente- vuol costringere la vita dentro spazi di logiche raffinate ma terrene, passeggere, finite…. Autoreferenzialità che ci illude di essere libere e ci rende idolo di noi stesse.

E poi, osservando le trame di salvezza che finemente Dio tesse  nel quotidiano, negli incontri, negli eventi…   l’anima- col salmista- così prega:

9 I passi del mio vagare tu li hai contati,
nel tuo otre raccogli le mie lacrime:
non sono forse scritte nel tuo libro?

10 Allora si ritireranno i miei nemici,
nel giorno in cui ti avrò invocato;
questo io so: che Dio è per me.

11 In Dio, di cui lodo la parola,
nel Signore, di cui lodo la parola,

12 in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?

13 Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie,

14 perché hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei piedi dalla caduta,
per camminare davanti a Dio
nella luce dei viventi. ( dal  sal 56 )

Nel vortice della lotta, il ricordo della sua promessa dà speranza…e,  pur nella verità della nostra miseria, conforta.

Quello che stupisce e riempie il cuore di gratitudine, infatti, è riconoscere l’intreccio misterioso, tuttavia reale e concreto, della vita di ognuna con la Benevolenza di Dio che sempre conduce, sempre risolleva, sempre indica la via…. Sempre raggiunge il cuore per trasformarlo, per renderlo libero.

Tutto comincia quando fissiamo lo sguardo su Gesù, sul suo rapporto col Padre, sulla sua lotta nell’ora più tenebrosa per abbandonarsi a Dio, sulla sua decisione di assumere e compiere la Sua volontà come atto libero e nella circolarità di un amore fedele, totale e totalizzante. Questo sguardo di fede, ogni giorno alimentato dalla preghiera e dall’incessante ricerca di Dio, trasforma il quotidiano. Un giorno qualunque diviene giorno di festa perché interiormente si celebra la gioia di camminare verso la libertà, quella vera, quella che ci permette di riconoscerci e accettarci nella nostra condizione di creaturalità, di finitudine, di fragilità e debolezza; quella libertà che ci consente di accingerci all’altro senza pretese, senza egoistiche aspettative, senza illusioni; quella libertà che ci fa assaporare fino in fondo, momento per momento, emozioni liete o tristi, senza farci sopraffare, senza perdersi. Una libertà che è davanti a Dio, che si aggrappa a Lui, si pianta in Lui. Una libertà che sceglie con Dio… piena di responsabilità; una libertà che può perdere il sapore gratificante delle conferme. ma porta nell’intimo la gioia profonda del dono totale che consuma per amore.

“Signore, tu mi hai scelta ed io, costi quel che costi, scelgo te”.

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