L’alfabeto è Maria

“Maria, alfabeto della nostra vita”
Il 19 febbraio sosterremo presso la cappella dedicata a Maria in questo Santuario, presenza particolarmente cara, per la sua apparizione, come Addolorata, alla piccola Veronica Nucci, il 19 maggio 1853. Un Santuario silenzioso di campagna custodisce la memoria di quell’evento e la comunità carmelitana che qui vive, raccoglie l’eredità impegnativa di aiutare la Madre di Dio a intercedere per i peccatori. Come un alfabeto della vita si presenta, Maria, al nostro sguardo e sollecita la nostra risposta d’amore all’Amore: come Lei, “rischiare tutto sulla Parola”. «Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. (Lc 1,45) … Correre il rischio della fede, il rischio di fidarci di Dio, per questo gettiamo i nostri passi umani sulle orme di Cristo, riponiamo fiducia in Lui, cerchiamo il profilo della nostra esistenza nella consistenza del Suo amore promesso per sempre. Cosi la nostra vita claustrale cerca e riconosce nei tratti della fede di Maria i lineamenti del proprio modo di vivere la fede: essere grembo dell’Amore. «Noi abbiamo conosciuto e abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi» (Gv 4,16). Il nostro: un cammino determinato incontro all’amore che diventa frequentazione delle Scritture, preghiera personale prolungata e dilatata nello svolgersi della vita, ricerca vivificante della sua Presenza in ogni situazione o avvenimento, ricerca del suo sguardo d’amore e della sua volontà in ogni relazione. Un cammino che diventa cura dell’altra e per l’altra. Un cammino che cerca il bene dell’altra, che diventa rinuncia, slancio verso il sacrificio. Un cammino che si sviluppa verso livelli più alti, verso le sue intime purificazioni e che cerchi in definitiva: Lui e per sempre. Un esodo permanente dall’io chiuso in se stesso verso la sua liberazione nel dono di sé, proprio così ritrovato « Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà » (Lc 17, 33). In questo alveo, la vita diviene germinazione continua, laboratorio in cui si vive la fede con le sue grandi sfide: custodire e curare le celebrazioni, la lectio, l’intercessione, l’offerta e innestare ogni relazione in un cuore sempre in usicta, in ascolto, docile. E l’alfabeto è Maria: dal “com’è possibile” all’”eccomi”, dal “non hanno più vino” al “fate quello che vi dirà”, o anche nell’angoscia del figlio smarrito e poi ritrovato dopo tre giorni, nella corsa affannata al Calvario dietro la croce, nell’attesa rivestita di certezza nel cenacolo con gli amici…. Ogni frammento, ogni passo espressione di una fede costruita, ora dopo ora, dentro un amore riconosciuto, ricevuto e donato, oltre le apparenze, oltre ogni fatica, oltre ogni misura. Così la nostra vita: un cammino in salita dentro la nostra umanità segnata da molti: “Come è possibile “ ma decisamente e orientata al: “si compia in me la tua Parola”.

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