la vita spirituale

“Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio” (Sal 84,6)

“Come posso districarmi nel ginepraio delle emozioni, dei sentimenti e dei pensieri che affiorano? Quale orientamento ha la mia vita?” Tali domande o simili sono espressioni del desiderio, talvolta pungente, di vivere una vita spirituale e manifestano contemporaneamente la difficoltà di comprensione circa il suo significato e l’assenza di chiarezza riguardo alla modalità di attuazione. La strada da percorrere non sempre la si evince. Abbiamo dei precursori, dei giganti che prima di noi si sono addentrati nelle vie dello Spirito e hanno aperto delle piste, tracciato dei percorsi, spianato dei sentieri… Ci sono persone che come noi conoscono la vita di Cristo e desiderano con intensità che questa intelligenza scenda nella profondità del cuore. Per acquisire quello sguardo nuovo che rende preziosa ogni cosa.

 Prima che questo avvenga, tuttavia, è necessario guardare con onestà e coraggio, fiducia e attenzione la nostra personale condizione di persone a volte inclini a una certa “rassegnazione”, quella di sentirsi in qualche modo insoddisfatti. Facciamo esperienza di una sorta d’incompiutezza in cui la mancanza di nesso tra le cose di cui ci occupiamo, o meglio ci preoccupiamo, talvolta, fino a tormentarci, frammenta le nostre esistenze… Le cose da fare, le persone con cui parlare, da ricordare, le stesse situazioni da difendere o da denunciare tutto questo che è di per sé buono spesso ci fa perdere il centro di noi stessi…Preoccuparci ci porta ad essere “ovunque” in ogni luogo ma con difficoltà ci trovano nella nostra dimora, lì, presso la nostra “abitazione”…
Il Signore risponde a questa situazione interiore , affaccendati ma insoddisfatti, occupati ma senza nesso, ovunque ma non a casa propria. Lui desidera porci nel luogo della nostra appartenenza. Ma è necessaria tanta onestà da parte nostra per accogliere l’invito a condurre una vita secondo lo Spirito. Dobbiamo essere disposti a smascherare la nostra esistenza frammentata e preoccupata per far emergere dentro di noi il desiderio di una vera casa quello di cui parla Gesù quando invita a cercare prima il Regno di Dio.

Il Signore non ci dice di cambiare stile di vita ma di spostare il centro della nostra attenzione, invita a un cambiamento del cuore che rende diverso il resto. ” Cercate prima il regno di Dio” ” Disponete i vostri cuori verso il suo Regno” è nella versione inglese…e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta… Quando siamo nella preoccupazione, è il cuore che si trova in un luogo diverso, sbagliato e va riposizionato al centro… ma dove si trova questo centro? Questo centro è il Regno di Dio. Avere un cuore disposto verso il Regno del Padre, vuol dire avere un cuore orientato alla vita dello Spirito. Un cuore proteso ad assimilare i sentimenti che furono di Cristo stesso.
Noi siamo quotidianamente chiamati da Gesù ad entrare con Lui in questa vita spirituale di adesione alla volontà del Padre. La vita spirituale non allontana dal mondo ma ci inserisce profondamente nella sua vera realtà, consiste nell’aver indirizzato il proprio cuore verso la sola cosa necessaria non vivendo più la vita come fonte di preoccupazione senza fine ma come profonda e vivace varietà di modi per mezzo dei quali il Signore si rende presente in mezzo a noi. E’ in questo processo di trasformazione, più o meno, lento che il Signore opera in quanti facciamo esperienza di unificazione interiore a partire da un centro dove abita il mistero della vita di Dio con noi.

C’è da tenere presente che la vita spirituale non allontana dall’esistenza le lotte o le pene. Se pensiamo alla vita stessa dei discepoli di Gesù notiamo che non è sufficiente convertirsi per far diminuire la sofferenza. La lotta, il dolore, la malattia, la persecuzione possono persistere nell’esperienza e diventare il luogo della purificazione scelto da Dio attraverso cui passare quotidianamente nella consapevolezza che quel che accade, è strada preferenziale verso la casa del padre dove l’amore di Dio guarisce, rinnova continuamente.. Cessa allora ogni disperazione, scompare la noia, ci sentiamo condotti nella grande compagnia dei cercatori.
“Cercate il Regno di Dio” non è un metodo ma una postura del cuore!
E il Signore si prende veramente, fattivamente cura di noi. Lo comprendiamo dalle parole ” Tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. In questo cammino ci scopriamo nelle mani del Signore man mano che le nostre preoccupazioni allentano la presa e lo Spirito di Cristo ci conduce verso la libertà dei figli.

La vita dello Spirito è dono ma il Signore invita “Cercate il Regno di Dio”. Questa determinazione profonda del cuore alla ricerca del Regno non è una semplice aspirazione ma richiede un certo sforzo, una passione per il Regno. Occorre fare spazio a Dio nella propria vita, nella profondità del proprio essere attraverso la solitudine: un tempo e uno spazio dedicato a Dio. Entrare nella propria stanza e chiudere la porta esterna ed interna. Se all’inizio abbiamo bisogno di ritagliarci dei momenti di tempo e di uno spazio preciso per diventare una dimora tranquilla col passare del tempo, degli anni, nella solitudine con Dio, ci accorgiamo che il Signore è con noi in ogni momento e ovunque. Il nostro sguardo sarà capace di riconoscerlo perché la solitudine che prima doveva essere delimitata da un luogo e da un tempo, ora è diventata vigilante solitudine del cuore. E ancora ” Se uno non rinasce dall’alto non può vedere il Regno di Dio” Ma per una tale rinascita è necessario restare soli con Lui…Tale rinascita avviene nel segreto più profondo anche se gli effetti sono percepibili sino ai confini della terra. Dove il cuore di Dio parla al cuore dell’uomo, tutto si rinnova. Così facendo impariamo a stare con gli altri in modo nuovo. L’altro viene raggiunto non per timore della solitudine, per paura ma apprendiamo un modo differente di fare comunione che è lasciare spazio a Dio nella propria esistenza.

Talvolta sperimentiamo una certa difficoltà ad accorgerci della presenza dello Spirito di Dio e questo rende faticoso il cammino ma se restiamo vigili e accorti anche quando il nostro cuore non è abitato da un ardente desiderio, siamo certi di essere condotti nelle profondità del suo Regno. Abbiamo in qualche modo penato, faticato, amato, preso consapevolezza delle nostre ombre e attraverso questo prisma di esperienze l’incontro con Dio non è più cercato ma accolto e amato. La vita spirituale è un’avventura poiché apre su un futuro complesso e articolato, non determinato in partenza ma dipendente dal movimento della nostra libertà e dalla grazia di Dio. Agli incroci e alle svolte troviamo i maggiori rischi; lì dove si varca una soglia o c’è un passaggio da compiere si è solitamente a un punto decisivo nel proseguimento del cammino. Il verbo Krino (da cui deriva il termine crisi) evoca il crocevia, la separazione, la decisione…E’ nel momento della crisi che mi colloco all’incrocio dei cammini. Ed è proprio della crisi che parleremo nella prossima riflessione.

” Il santo è un uomo consapevole che ogni istante della nostra vita umana è un istante di crisi; siamo infatti chiamati in ogni istante a prendere una decisione di grande importanza: scegliere tra il cammino che conduce alla morte e alle tenebre spirituali e quello che porta alla luce e alla vita…!”  (A. Huxley, La philosophie eternelle, p 60)

2 Commenti
  • Valter
    Pubblicato alle 00:07h, 26 Ottobre Rispondi

    Dire bellissimo non basta…è appagante e allo stesso tempo intrigante può solo portare in un unica direzione, quella del discernimento…lo leggerò piu volte.Grazie

  • "Celeste" Marie Noelle
    Pubblicato alle 15:45h, 28 Ottobre Rispondi

    Portami con te..Questo è un rapporto d’amore dove nulla perdo e tutto guadagno..Portami con te in un luogo che solo tu conosci dove anche io ti posso amare oltre i limiti delle quotidianità metropolitana..tu sai che io sono li senza esserci..tu sai che io ti cerco ovunque anche quando i miei occhi si offuscato dalle lacrime..io ti cerco..ti cerco ..Tu batti in me e non ho pace se non con la tua di pace..Io ti sento..eccome se ti sento e più ti cerco più ti sento..E come ti assaporo e come mi batti forte nel petto sempre ed anche quando seguo il ritmo delle spose sorelle Carmelitane ..quel loro andare nei tuoi giardini con il velo che sembra danzare in un incessante..”Io sono tua”..Caro buon Gesù ..sei sempre una PRESENZA VIVA in me.
    Portami con te..placa la mia sete e non smettere mai..Lo vedi come ANELO a te..Dimmi dimmi che debbo fare?? Dove andare?? E…..resto in silenzio..attendo che nel farti sentire ..tu mi indirizzi dove posso solo riposare alla sorgente del tuo Amore…Grazie per queste Carmelitane che mi inebriano di bellezza..e della loro dolcezza.. Grazie per queste Carmelitane..fiori colorati che mai appassiscono sul mio cammino e non subiscono le leggi del tempo..come il tuo Amore che non conosce tempo e stagione…VUESTRA SOY mio Dio..

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