vivere altrimenti

Vivere “altrimenti”

Ho letto da qualche parte che la speranza è come il sangue e Il sangue è la vita e ti ho pensata intenta a cercare, in questo tempo di quaresima intrapreso, un pensiero, una parola, una preghiera che ti accogliesse, ti riconoscesse, ti facesse sentire viva.

Ed eccomi a te con una piccola condivisione, semplice, concreta, vicina. Riguarda la speranza e la speranza riguarda la persona, nel suo terreno fertile di dedizione e fiducia, quel terreno che ci fa  tendere e proiettare verso un “di più”, verso ciò che è oltre il prevedibile, verso il nuovo. 

Sperare non è essere ottimisti

e lo comprendiamo subito quando credendo di sperare troviamo il nostro obiettivo in calcoli e previsione di buoni e positivi risultati

La Speranza  non è nemmeno desiderio

perché il desiderio tende sempre verso qualcosa di concreto e determinato. Essa mostra i valori nei quali crediamo e investiamo senza convertirli in utopie.La speranza, che può resistere nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio.  

Non il Dio della potenza che interviene per cambiare “magicamente” le cose. Dio, che si mostra solidale nell’accompagnarci; Dio che «fa nuove tutte le cose». 

Ciò si può comprendere solo se ci si lascia toccare dall’amore.

Chi ama comincia a intuire che cosa propriamente è “vita” e in modo “naturale intuisce di essere amato di un amore ben più grande di quello di cui è capace. Comincia a intuire cosa sia la speranza. È allora il tempo dell’incontro. Uno sguardo incrociato con quello di Gesù e cambia il modo di guardare la vita, il modo di sentire nel cuore, di discernere ciò che ha valore da ciò che non ne ha, di prendere decisioni, di scegliere.

Questa quaresima può essere il tuo tempo?

Puoi partire dalla preghiera: scuola di speranza, luogo di ascolto e incontro.

Puoi provare a metterti in ascolto del Vangelo che apre a speranza e gioia e in tante situazioni  anche estreme, credere  che Dio continua a parlare e cercare, attraverso il soffio del cuore dell’altro, il soffio del cuore di Dio

Puoi provare ad aprire le finestre della tua vita. Aprirti all’altro. Recuperare il senso dell’apertura del cuore. Recuperare la visione di un orizzonte più ampio.

Puoi provare ad avere cura della fragilità. Questo impegno rende capace di “mettere da parte esigenze, aspettative … Molti aspettano il tuo sorriso, la tua parola, la tua presenza. 

Sei adesso ad un punto importante.

Ora sai che fede e speranza procedono insieme. Sai anche che questo procedere non esclude il senso della fatica e rivendica un ritorno paziente verso te stessa e una presa di coscienza della tua vita, della tua capacità di stare nella ordinarietà con lo sguardo interiore attento, con l’orecchio teso e la fiduciosa consapevolezza che non hai tutto nelle tue mani e che sei nelle mani di Dio.  Sai che le tue domande di senso, la ricerca del tuo posto, il desiderio di vita piena e abbondante, possono avere risposta. Sai che è possibile vivere “altrimenti”.

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