03 Feb Sulla soglia. Silenzio, fragilità e il coraggio di restare
Forse ti trovi su una soglia.
Non fuori dalla fede, ma nemmeno già dentro una scelta.
Provi attrazione per qualcosa di più profondo, e insieme una paura sottile: e se mi perdessi? e se non fossi adatta? e se il silenzio fosse troppo?
La soglia è un luogo fragile.
Ma è anche un luogo vero.
Molte vocazioni nascono proprio lì, non dalla chiarezza, ma dall’ascolto di un desiderio che non sa ancora darsi parole.
Il silenzio che non ti svuota
Quando pensi alla vita carmelitana, forse immagini il silenzio come un vuoto. Un’assenza di parole, di relazioni, di movimento. E forse ti chiedi se quel silenzio non finirebbe per amplificare le tue domande, le tue ferite, le tue inquietudini.
In realtà, il silenzio non serve a togliere qualcosa.
Serve a smettere di fuggire.
Nel silenzio non perdi te stessa: inizi a incontrarti. Non perché tutto si chiarisca, ma perché non sei più costretta a distrarti. Il silenzio del Carmelo non ti chiede di essere calma o ordinata dentro. Ti chiede solo di restare presente.
La fragilità non è un ostacolo
Forse pensi che la vita contemplativa sia per persone forti, coerenti, già “a posto” con Dio e con se stesse. Ma se guardi più da vicino, scopri che non è così. La clausura non è un premio per chi è arrivato: è un luogo dove la fragilità viene alla luce.
Fragilità abitata significa questo: non aspettare di essere guarita per amare, ma permettere a Dio di abitare proprio ciò che non è risolto. La preghiera non è il momento in cui smetti di essere fragile, ma quello in cui non devi più nasconderlo.
Nel Carmelo non entri perché sei forte.
Resti perché non vuoi più essere sola nella tua debolezza.
Restare, ogni giorno
C’è una parola semplice che dice molto della vita contemplativa: restare.
Restare quando l’entusiasmo diminuisce.
Restare quando la preghiera sembra povera.
Restare quando emergono limiti, stanchezze, domande senza risposta.
In un mondo che ti spinge sempre a cambiare, a ottimizzare, a ripartire, restare è un atto radicale. Non per testardaggine, ma per fiducia. Fiducia che la vita non si misura solo da ciò che funziona, ma da ciò che può essere abitato con verità.
Se sei sulla soglia
Se stai leggendo queste righe, forse non stai cercando una risposta definitiva. Forse stai solo cercando un luogo dove la tua domanda non venga zittita. La vita carmelitana non ti promette una fede senza crepe. Ti offre qualcosa di più reale: uno spazio dove il silenzio non giudica, dove la fragilità non esclude, dove restare diventa possibile.
Forse la vocazione non è, all’inizio, una decisione da prendere.
Forse è il coraggio di fermarti sulla soglia…
e scoprire che Qualcuno è già lì, ad aspettarti, senza fretta.
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