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La fame del cuore

La fame del cuore

La fame del nostro cuore ci porta alla ricerca continua di un nutrimento interiore che possa dare sostegno al nostro bisogno di sopravvivenza. Ci capita di formulare domande tipo: “Hai visto colui che ha fatto il mio cuore, che ha causato questo mio sentire?” Sappiamo che il cuore cerca se stesso, solitario nella traversata del quotidiano. Domanda ripetutamente a chi incontra circa il segreto che abita la vita e le cose . E può accadere che, attratti da coloro che portano un lieto annuncio, messaggeri di Dio, l’anima li confonde per il Signore. Accogliamo quello che proviene da Lui come se fosse Lui stesso, finché il cuore, sfinito dall’affanno, desidera e anela alla quiete e in cerca di una “casa”, sosta solitario presso la prima dimora . Attraversa i desideri profondi passando per le relazioni che lo tengono vivo, i  possessi che lo inquietano, i piani che lo intrigano, le attività che lo coinvolgono, le mete che ambisce , per saziare la sua fame oceanica, e in tutte le attese qualcosa inizia a cedere, fa breccia la cinta di muro che circonda la sua fortezza.

Ho edificato la mia città piuttosto che essere costruttore della città di Dio? Ho tolto il Signore, pian piano, dal centro del mio cuore, decentrandomi ponendo me i miei desideri con la mia comprensione della realtà, la ricerca della verità, i progetti? Ho perduto il gusto di chiedermi cosa vuole Dio da me? 3. Ciò che anima il mio cuore e mi ha dato la spinta di andare avanti compiendo il bene dov’è? Le motivazioni e le passioni che hanno costituito il mio “tendere a” sono state tralasciate ai margini o in qualche modo riesco a viverle diversamente? Mi dedico più ai miei progetti o sono ancora discepolo della Vita? L’inquetudine e il malessere che posso vivere in alcuni periodi potrebbe dipendere dal tipo di nutrimento interiore che assumo? Il Signore è il vero pane della Vita capace di saziare la fame del nostro cuore.

cfr Le stagioni del cuore, John Welch, O.Carm

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