La contemplazione “pensiero trattenuto”

Dalla Lettera circolare dei Superiori Generali
Fr. Fernando Millán Romeral, O.Carm., e Fr. Saverio Cannistrà, O.C.D.,


in occasione della chiusura del IV centenario della morte del P. Girolamo Gracián della Madre di Dio (1614-2014)
«IL SIGNORE GUARDA I PASSI DEI SUOI AMICI» (1 Sam 2,9)


[…]La contemplazione è “pensiero trattenuto, quando l’anima si concentra con attenzione e quiete su un concetto, a differenza della meditazione che si sposta da un pensiero all’altro. Come chi entra nel laboratorio di un pittore dove ci sono molti quadri, e vedendo una pittura che gli piace, sofferma lì lo sguardo e la osserva a lungo con attenzione, senza volgere gli occhi ad altre pitture. Ciò mi accadde con una sola parola: Dio…”. (cf. PA, c. XV). Dall’altro lato, “misericordia” (PA, c. XV), il più bel nome di Dio, e “misericordie”, per non giudicare nessuno prima del tempo, sapendo aspettare che venga il Signore (cf. 1 Cor 4,5), sarà lui a mettere allo scoperto le intenzioni di ogni cuore. “Signore, non chiamare il tuo servo in giudizio, poiché nessun uomo vivo di fronte a te è innocente” (Sal 142,2; Gv 8,7). La ricerca di Dio ci spinge come Girolamo Gracián a collocare la “misericordia” del Signore sul candelabro (cf. Mt, 5,15), in un luogo visibile, perché illumini tutti quelli della casa. La misericordia rompe frontiere, sana ferite, è artigiana di fraternità, ricostruisce la famiglia. ( per leggere il testo integrale cliccare qui )

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