gettando i passi sulle sue orme

…. Lasciarlo fare
Dopo la preghiera corale del primo mattino andiamo ognuna al nostro lavoro, nel silenzio della cella, nell’orto o la stalla, con ago e filo, tra le pentole, i pennelli, al Pc… Tra un’occupazione e l’altra continuiamo ad attraversare il tempo, stabilite nel desiderio e nella ricerca del Suo Volto. Così fermarsi per un momento, come adesso, raccogliere in poche righe alcune battute della nostra vita e condividerle, affacciandoci alla finestra del Web, diviene occasione preziosa per profondere nel cuore di chi legge, quanto a noi è continuamente versato nel cuore in abbondanza. «Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,38). Cosa consegnare alla tua lettura, allora, se non qualche frammento di esistenza “avvinta” dallo Spirito che sempre offre all’intelligenza e al cuore la luce e la forza necessarie per vivere nell’oggi la nostra chiamata alla trasformazione in Lui? «Ed ecco ora, avvinto dallo Spirito, io vado…» (At 20,22) Si fa strada il pensiero esigente ma consolante della Sua Volontà che in modo ordinato e provvidenziale, attraversa la nostra storia plasmando, forgiando, orientando la vita verso la conformazione a Cristo. La sequela monastica si fa, infatti, gettando i nostri passi sulle orme di Cristo, del suo abbassamento nell’Incarnazione e del suo annientamento sulla Croce. Il cammino nella vita monastica è diventare ogni giorno sempre più “uno” con Lui… nel tempo, nelle circostanze, quando scegliamo consapevolmente di dire o tacere, di accogliere o purificare i nostri pensieri, di porre o non porre azioni, di accettare lo smacco di esporci all’umiliazione o al fallimento, di vegliare per comprendere e compiere la sua volontà. Il cammino monastico è imparare a dire: Fiat mihi, affidarsi alla volontà di Dio sotto qualunque forma si presenti… entrare, per così dire, in una “dipendenza” continua dal beneplacito di Dio per essere e per agire mosse solo dal desiderio di dimorare in Lui. In questo percorso, la vita non presenta nulla che non sia comune o ordinario, adempiamo il nostro dovere, siamo immerse nel ritmo degli eventi quotidiani, alterniamo vita insieme e solitaria, ma un filo rosso accompagna ogni momento, ogni azione, ogni avvenimento e si avverte che tutto è disposto da Dio per un bene più grande che non ha prezzo. Avanziamo ogni giorno allenandoci alla vigilanza perché l’adesione diventi abituale, totale, vitale e si assesti sui livelli del dono cosicché nella nudità del “servo inutile” rimaniamo ferme, fissate, stabilite nel servizio della lode e dell’intercessione. «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». (Lc 17,10). In questo dinamismo spirituale, la Parola ascoltata, meditata, pregata ritorna, e ritorna e ritorna ancora nella memoria e sulle labbra, aiuta a rileggere le varie sequenze della giornata, nutre di Bellezza e mistero la coscienza di una chiamata che si sviluppa negli anfratti di mansioni comuni, azioni ordinarie, gesti semplici… bellezza e mistero che segna e dilata la nostra storia, feconda i nostri passi con la sua Misericordia, ci restituisce continuamente alla nostra responsabilità come grembo fertile di intercessione. Ora dopo ora la nostra chiamata si concretizza come un silenzioso assorbimento in Dio che non evita senso di solitudine o di vuoto, non ci strappa alle fatiche delle distrazioni, non ci risparmia le umiliazioni delle nostre miserie, non ci esime dalle asperità della tentazione, ma che ci apre all’esperienza della contemplazione che cerca, ama, vede Dio in ogni cosa, che ci stabilisce nel presente per cercarlo, amarlo, e provare a riconoscerlo soprattutto in ciò che più lo nasconde o lo sfigura. Allora si comincia a vivere provando a “stare” al di là di ogni tipo di abbondanza o indigenza, si impara, non senza fatica, ad accettare i limiti del proprio sentiero, si desidera solo che la vita si sviluppi sotto l’azione di Dio e si persevera nello sforzo di custodire la Presenza del Verbo in noi per lasciarlo fare….

2 Commenti
  • Antonella Russo
    Pubblicato alle 11:17h, 12 Giugno Rispondi

    bellissima la vostra capacità di ‘dipingere’ con le parole quanto di umano e concreto vi fa persone in questa relazione costante con il Signore e nel desiderio/bisogno di appartenerGli sempre di più…grazie di cuore e buona domenica! Antonella

  • Mariagrazia Baldi
    Pubblicato alle 13:46h, 12 Giugno Rispondi

    E molto bella la parola nel silenzio… che bella… e li c’è tutto grazie Gesù

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