Entrando da Lei

Il ritmo degli alleluia pasquali è oggi sospinto dall’armonia di quel Si che ha dato il grembo all’Amore ….Meditando e provando a vivere la Parola:
«Entrando da lei, disse» (Lc 1,26)
Nella cella di una monaca: angolo d’interiorità, porta chiusa per la preghiera (Mt 6,6), luogo dove l’amore si vive nel silenzio, nel segreto, senza testimoni, Dio entra… non come teoria e non solo come ricordo ma come evento. Viene, nei giorni più ordinari, in ogni tempo… Nel tempo dell’esultanza, nel tempo della pazienza, nel tempo delle lacrime… Quando il dubbio scuote il cuore o quando le relazioni traboccano di certezza; quando l’amore mette a nudo la natura della nostra anima o quando l’ombra della sfiducia scurisce sentieri di benevolenza e di pace.
La cella della monaca … la casa di Maria. Per noi come per lei, la fede è messa a nudo nella storia di tutti i giorni, nel sostare feriale dentro al dinamismo di un’umanità giocata nell’esperienza dell’amore.
«Non temere, Maria» (Lc 1,30)
La kenosis di Dio può sgomentare…. Egli non prende strade di visibilità nè di potenza. Si nasconde nel grembo di Maria, all’ombra di un Si, e traccia nuove vie per noi, senza scena, senza ribalta, senza emozioni solenni… viene umilmente nel grembo di una fede che sceglie di accogliere per amore.
Non temere allora significa fidarsi dell’Amore: credere alla sua Parola, sempre; aver fiducia che l’Amore non tradisce, non si sottrae, non abbandona… L’amore è affidabile.
Risuona interiormente il passo del Cantico dei Cantici:
Chi è colei che sale dal deserto, appoggiata al suo diletto? Sotto il melo ti ho svegliata; là, dove ti concepì tua madre, là, dove la tua genitrice ti partorì. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio. (Ct 8,5-7)
E quasi come eco, si fa forte il ricordo di un dettaglio non trascurabile presente nella Sacra Scrittura: il “Non temere “ di Dio ritorna 365 volte… uno per ogni giorno, per tutto l’anno. Non temere è l’invito ad una fede pura, pulita, purificata. È l’incipit per una fede consapevole, capace di camminare ragionevolmente dentro l’ombra del mistero che ama quando sembra che abbandoni.

«Ecco, io sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto»(Lc 1, 38).

Scaturisce allora l’Eccomi concreto e vigilante, fatto di passi quotidiani dietro al Figlio, al Maestro, al Signore. “L’Eccomi” di Maria fondato sulla fiducia in Dio … Il nostro “Eccomi” frutto di adesione giornaliera alla provvidente volontà di Dio che opera amorosamente nel qui e ora su un terreno di cose corruttibili per agganciare lo sguardo alle cose di lassù .

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