07 Mar IL POZZO, LA GRATA E L’ABISSO:
Dove la tua sete incontra l’Infinito
L’incontro al pozzo di Sicar: un evento dell’anima che accade ora.
Domani, mentre la liturgia dispiegherà il racconto della Samaritana, prova ad ascoltare con l’orecchio del desiderio. C’è un punto preciso, nel santuario più intimo del tuo cuore, dove la sete di Dio e la tua si sfiorano fino a diventare una cosa sola.
L’ora sesta: il coraggio della verità nuda
La Samaritana giunge al pozzo nell’ora più infuocata, l’ora sesta. È il tempo della verità spoglia, quella che non ammette ombre né maschere. Spesso il seme della clausura germoglia proprio in questo “meriggio dell’anima”: quando il rumore del mondo si fa bianco, assordante, e avverti il bisogno bruciante di una radicalità che non ammette sconti.
Gesù è lì, seduto sul bordo del tuo pozzo. È stanco, è mendicante. “Dammi da bere”, ti sussurra. Nel silenzio del Carmelo, questa richiesta di Dio diventa il respiro dei giorni. Entrare in monastero : un “rinchiudersi”, per farsi “pozzo” spalancato perché il Cristo trovi ristoro nella tua umanità. Tu offri a Lui la tua brocca d’acqua, ed Egli ti spalanca l’Abisso.
Lasciare la brocca: il salto nel vuoto che è Pieno
“La donna intanto lasciò la sua brocca”. In questo gesto è racchiuso il segreto di ogni carmelitana. La brocca è la tua zona di comfort: i progetti rassicuranti, le conferme degli altri, le piccole difese che hai costruito attorno al cuore.
Scegliere il Carmelo oggi significa avere il coraggio di questo abbandono. Significa fare spazio a un Vuoto che è Presenza. Nella solitudine del chiostro, la monaca diventa colei che non possiede più nulla per essere posseduta dal Tutto. La grata? Non è una barriera, ma il confine di un giardino segreto dove l’anima e lo Sposo camminano insieme nella brezza della sera. È il luogo dove la tua sete può essere al contempo, senza paura, tormento e danza.
“Se tu conoscessi il dono”: adorare in Spirito e Verità
“Se tu conoscessi il dono di Dio…”. C’è una musica segreta in questo invito. La vita monastica è il tentativo “folle” e dolcissimo di rispondere a questo “se”. È l’adorazione pura, consumata nell’altare interiore.
Perché al Carmelo? Per un’immersione. Per stare davanti alla Sorgente che zampilla, diventando un canale per l’umanità intera. Come la Samaritana che corre a gridare la sua gioia, così la monaca, restando ferma nel cuore del monastero, raggiunge ogni periferia del mondo con la forza invisibile dell’amore orante.
Uno sguardo che ricompone i tuoi frammenti
Gesù legge la storia della Samaritana senza giudicarla. Ne sfiora le ferite per trasfigurarle. Forse anche tu sai che la tua vita è un insieme di frammenti, di sogni incompiuti o di legami che non hanno saputo dissetarti davvero.
Qui al Carmelo, con l’aiuto della Grazia e la tua adesione sincera, ogni frammento può essere ricomposto. Lo sguardo dello Sposo ti restituisce a te stessa, intera e amata. Perché qui, lo scoprirai, solo il suo Amore infinito ha la misura giusta per colmare il tuo cuore infinito.
Se ti brucia dentro questo fuoco, non temere l’arsura. È proprio nel deserto che il Signore parla. È proprio al tuo pozzo che la tua vita può diventare una “lode di gloria”.
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