13 Nov Dov’è Dio?
Non ci sono parole per esprimere il dolore di fronte alla distruzione e alla morte di vite umane a causa del Tifone Hayan che ha colpito le coste le Filippine.
Sono molte le parole che si sentono dire in questi casi: Dov’è Dio?
Se andiamo a sfogliare le pagine del Libro Antico e ascoltiamo l’esperienza dei profeti troviamo i segni del passaggio di Dio.
…Gli fu detto: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”.
Ecco, il Signore passò.
Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore,
ma il Signore non era nel vento.
Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.
Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Ed ecco, sentì una voce che gli diceva: “Che fai qui, Elia?”. 1 Re 19,11-13
Quando si pensa al Signore l’immagine che emerge è quella della potenza, della grandiosità, del tutto possibile.
Ma il Signore non giunge all’uomo attraverso la via di fenomeni straordinari. Egli preferisce le vie della normalità,
le vie del quotidiano, il silenzio, il nascondimento, la veste della povertà.
Dov’è allora Dio nelle Filippine?
Nella vita di coloro che hanno perso ogni certezza, affetto,
nelle urla disperate degli abbandonati,
nelle membra sofferenti dei superstiti,
nella presenza dei soccorritori,
nel silenzio attonito di chi è rimasto travolto dalla tempesta,
nella solitudine di chi non ha più pensieri
e vede e avverte attorno e dentro lo schianto dell’acqua e ogni sorta di devastazione,
nel timore del domani e nella paura di chi fa memoria del tragico evento,
nei perché sospesi in aria, che non trovano risposta,
in questo Mistero che ci supera continuamente e difronte al quale è possibile solo un silenzio adorante,
lì è Dio. Perché Dio è con noi, non contro di noi.
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