dammi la sapienza

Se mi fermo ad osservare il mio tempo, già dal rintocco delle campane delle prime ore posso intuire e  talvolta anche percepire di essere avvolta in un mistero di amore di cui mi sono testimoni e mi parlano tanti frammenti di realtà. 

Il silenzio avvolge l’atmosfera e avverto di essere un tutt’uno con la creazione che a suo modo loda il Creatore ma anche geme e soffre come per le doglie di un parto in attesa della ricapitolazione in Lui. 

Anche il mio cuore si immerge in questo patire e si apre alla supplica portando le pene di quanti abitano la sofferenza ma non sempre sanno o riescono ad assumerla. 

Il cuore si carica di compassione ma al tempo stesso prova vergogna per quanto di meschino si mescola nel sentire “buono” e trascina verso il basso come se la vita non avesse altro orizzonte che quello terreno. 

Per grazia la preghiera non cessa e anche su questa fragilità conclamata, riconosce il prevalere della certa speranza di un incontro … abbraccio benedicente e misericordioso.

Se la fatica lascia il segno, più forte è la passione e la gioia per continuare .

E ancor più forte l’invocazione : « Dammi la tua sapienza perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia che cosa ti è gradito » 

Dammi la grazia di rimanere aperta alla voce della sapienza che mi suggerisce il giusto prezzo delle cose, il valore di un giusto coinvolgimento, la forza di un sano distacco.

Dammi di camminare nell’umiltà perché abbia la giusta misura delle mie parole e azioni, che  io riconosca ciò che sono : risorsa ma anche limite … opportunità ma anche fragilità! 

Affiancami nella fatica e nell’attesa della tua luce perché abbia il chiarore giusto e io sappia cosa ti è gradito. 

1 Comment
  • Luciano Bruno
    Pubblicato alle 18:12h, 27 Agosto Rispondi

    ora et labora…cosa producete, sorelle care?

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